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Misurare le distanze astronomiche, la magnitudine, stelle doppie e sistemi di stelle, stelle in fuga e in avvicinamento. ( 2 pag - formato word ) ( formato doc)

VOTO: stellastellastella Appunto inviato da cippy

Mercurio L'effetto Doppler Prima di introdurre la legge di Hubble è bene richiamare il concetto di effetto Doppler.. Le righe spettrali della radiazione elettromagnetica proveniente da un oggetto astronomico si spostano dalla loro posizione canonica se la sorgente è in movimento rispetto all'osservatore. Se essa è in allontanamento, le righe spettrali si spostano verso lunghezze d'onda maggiori (rosse). In questo caso si ha il cosiddetto spostamento verso il rosso o redshift. Il contrario accade se la sorgente è in avvicinamento. In questo caso le righe spettrali si spostano verso lunghezze d'onda più corte (blu). Si ha allora lo spostamento verso il blu o blueshift. Dato che lo spostamento delle righe dipende dalla velocità radiale della sorgente, studiando lo spettro possiamo ricavarne la velocità d'allontanamento o d'avvicinamento. Il rapporto tra l'entità dello spostamento ?? e la lunghezza d'onda ? viene indicato con la lettera z. La legge di Hubble Negli anni Venti, Slipher cominciò a studiare gli spettri di alcune galassie lontane, e nonostante le numerose difficoltà tecniche , ottenne gli spettri di una quarantina di galassie lontane , tutti spostati verso il rosso. Interpretando il fenomeno in termini di effetto Doppler, l'astronomo concluse che le galassie lontane fossero in moto di allontanamento (recessione). In quegli anni Hubble ottenne diversi spettri di galassie, la cui distanza era stata stimata da poco. Mettendo in relazione la velocità delle galassie e la loro distanza, comprese che la velocità di allontanamento delle galassie è proporzionale alla loro distanza, cioè più le galassie sono lontane, più sono veloci. Nel quadro d'insieme ciò implica che tutte le distanze si dilatano dello stesso fattore: cioè l'Universo è in espansione. Tutto ciò fu espresso nel 1929 attraverso legge di Hubble, secondo cui: v = H0?d , dove v è la velocità di recessione lungo la linea di vista (in km/s), d è la distanza (in Mpc) e H0 è la cosiddetta costante di Hubble, la quale che indica in quale misura si espande attualmente l'Universo. Il valore di H0 non è stato ancora determinato con precisione, ma si stima sia compreso tra 50 km?s?1?Mpc?1 e 100 km?s?1?Mpc?1. Dato che l'Universo è in espansione, esso ha certamente avuto inizio in un istante ben preciso, quello del Big Bang, tra 10 e 20 miliardi di anni fa. Tale tempo è denominato tempo di Hubble e si ricava dall'inverso della costante di Hubble (t0 = H0?1). La scala delle distanze Nel calcolo della costante di Hubble, la conoscenza della distanza degli oggetti celeste è di primaria importanza, così come per tutta l'astrofisica. La misura delle distanze avviene tramite diversi metodi. Il metodo della parallasse trigonometrica è fondamentale per la misura delle distanze all'esterno del Sistema Solare. Man mano che la Terra percorre la sua orbita attorno al Sole le stelle più vicine subiscono, a causa di un effetto di prospettiva, uno spostamento angolare rispetto alle stelle “fisse” Continua »

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