Le stelle mobili (i Pianeti) descrivono traiettorie particolari rispetto allo sfondo delle stelle fisse. Il moto dei pianeti è un moto diretto che in due istanti diventa stazionario, e passa ad essere retrogrado fra questi due istanti.
Per spiegare le retrogradazioni delle traiettorie dei pianeti si è fatto ricorso ad una serie di modelli interpretativi, che possono essere divisi in due grandi gruppi: quelli geocentrici, che pongono la Terra al centro del Sistema Solare, e quelli eliocentrici, che pongono il Sole al centro.
Il primo modello è quello Tolemaico, anche conosciuto come modello “deferente-epiciclo”, formulato dallo scienziato greco Apollonio di Perge, e poi adottato da Ipparco e Tolomeo, che lo descrive nella sua opera, l’Almagestum.
Tale modello ipotizza la rotazione dei pianeti intorno a circoli chiamati epicicli, il cui centro si muove intorno a circoli più grandi chiamati deferenti, aventi come centro il pianeta Terra. La composizione dei due moti provoca movimenti a spirale dei pianeti, che spiegano cosi le retrogradazioni.
Il modello Copernicano è un modello di tipo eliocentrico che non rinuncia alla sfericità delle orbite e alla presenza degli epicicli. Copernico ipotizza che la velocità del moto di rivoluzione dei pianeti sia inversamente proporzionale alla loro distanza dal Sole, e le retrogradazioni apprezzabili dal pianeta Terra avvengono quando un pianeta interno (più vicino al Sole) supera un pianeta esterno.
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