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Definizioni di alcuni termini del linguaggio astronomico. (1 Pag - Fomato Word) ( formato doc)

VOTO: stellastellastella Appunto inviato da bond

magnitùdine Quantità che serve a caratterizzare lo splendore apparente di un astro indipendentemente dalle dimensioni di questo magnitùdine Quantità che serve a caratterizzare lo splendore apparente di un astro indipendentemente dalle dimensioni di questo. ? Magnitudine assoluta, valore che avrebbe la magnitudine di un astro riportato teoricamente a una distanza standard per la quale si è adottato il valore di 10 parsec (circa 32,6 anni-luce). ? Magnitudine apparente, valore della magnitudine di un astro come si ottiene direttamente dall'osservazione. ? Magnitudine bolometrica, su tutto lo spettro. La definizione di magnitudine stellare deve essere precisata fissando una scala delle magnitudini e in particolare lo zero di questa scala. Nell'antichità le stelle vennero suddivise in sei classi di magnitudine: alla prima magnitudine corrispondevano le più brillanti, alla sesta quelle al limite di visibilità per l'occhio nudo. D'altra parte per la legge psicofisica di Fechner a delle sensazioni classificate secondo i termini di una progressione aritmetica corrispondono cause classificate secondo i termini di una progressione geometrica. Se con e ed e' si indicano gli splendori di due stelle di magnitudine m e m', la ragione K della progressione geometrica delle magnitudini sarà definita dalla relazione: nota col nome di relazione di Pogson e si scrive anche: Le differenze tra i valori della magnitudine visuale mv e bolometrica mb, servono a determinare le caratteristiche principali di una stella (tipo spettrale, luminosità, ecc.) soprattutto nel caso di stelle troppo deboli per poterne ottenere lo spettro. Una prima applicazione della formula di Pogson corrisponde alla definizione precisa di magnitudine assoluta M di una stella di magnitudine apparente m. Si avrà M ­ m = 2,5 log (D²º/D²) = 5 (log D0 ­ log D) dove D0 è la distanza standard corrispondente a M; D la distanza reale corrispondente a m. Assumendo D0 = 10 parsec si ha M = m+5­5 log D. m è sempre misurabile; se si può stimare M che corrisponde alla luminosità intrinseca della stella per confronto (soprattutto spettrale) con stelle di cui si conosca già la distanza, la differenza tra le due quantità M e m permette di risalire alla distanza D. In effetti la determinazione delle distanze stellari si riconduce alla stima della loro magnitudine assoluta combinata con la misura della magnitudine apparente. ? Sole Il Sole è una stella tipica della popolazione che forma il disco della nostra Galassia. La sua posizione è vicina al piano equatoriale di questa, a una distanza di circa 10 chiloparsec dal suo nucleo, sul bordo interno di uno dei suoi bracci a spirale. Il Sole è una stella nana di colore giallo classificata G2, con una temperatura efficace di circa 5.800 ºK Per lo studio della sua costituzione fisica, si suole dividere il Sole in parte interna, fotosfera propriamente detta e atmosfera (cromosfera e corona). La parte interna non è accessibile all'osservazione, a causa dell'opacità del gas Continua »

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