Darwin e la teoria dell'evoluzione della specie: breve sintesi su Darwin e la sua teoria dell'evoluzione della specie umana (1 pagine formato doc)

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DARWIN E LA TEORIA DELL'EVOLUZIONE DELLA SPECIE

Il Positivismo si alimentò con i principi dell'inglese Charles Darwin (1809-1882). Responsabile della teoria su L'origine delle specie (1859). Darwin sostenne che gli esseri viventi erano il risultato di un'evoluzione che vedeva sopravvivere l'organismo più forte.
La conclusione nasceva da anni di studio su fossili di animali della pampa argentina e delle Galapagos, e le scoperte dei resti fossili di un dinosauro e dell'uomo pleistocenico di Neanderthal (1856) e di Cro-Magnon (1868), gli dettero conferma; le teorie di Darwin provocarono una viva polemica con la Chiesa cattolica, sostenitrice della genesi biblica, non intaccando tuttavia la crescente fede nella scienza.
Dalle idee di Darwin partì l'inglese Herbert Spencer (1820-1903), che sostenne che l'universo si può spiegare in base a un processo di evoluzione, valido anche per le realtà sociali, che dal semplice va al complesso attraverso fasi in cui gli organismi sono sempre più differenziati.

La teoria di Darwin in sintesi


DARWIN E L'EVOLUZIONE

Un bieco sviluppo di tali idee si vide col darwinismo sociale, che sostenne il principio di selezione del più forte anche nella società, rafforzando le ideologie razziste, mentre una fondamentale importanza ebbe l'individuazione delle leggi che regolano la trasmissione dei caratteri ereditari da una generazione all'altra, messe a punto dal biologo e fisico tedesco Johann Gregor Mendel (1822-1884). Egli iniziò la ricerca genetica, e le sue scoperte trovarono l'applicazione pratica nell'agricoltura, nell'allevamento e nella medicina umana.

Spiegazione della teoria dell'evoluzione di Darwin

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