Aids O Sindrome Da Immunodeficienza Acquisita - Appunti di Biologia gratis Studenti.it
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VOTO: Appunto inviato da flyzmarco

AIDS o Sindrome da immunodeficienza acquisita AIDS o Sindrome da immunodeficienza acquisita Acronimo di Acquired Immune Deficiency Syndrome, malattia infettiva causata dall'infezione di cellule umane da parte del virus HIV (Human Immunodeficiency Virus). La patologia provoca in particolare la distruzione di alcune cellule del sistema immunitario, chiamate linfociti T; di conseguenza, i soggetti infetti da HIV diventano vulnerabili a un insieme di affezioni, tra le quali la polmonite, infezioni micotiche e altre malattie, che nel loro complesso costituiscono il quadro clinico caratteristico dell'AIDS. Una di queste affezioni e, spesso, l'instaurarsi di forme di cancro, sono responsabili della morte che, in quasi tutti i casi, costituisce l'esito della malattia. I meccanismi con cui l'HIV causa immunodeficienza non sono ancora stati completamente chiariti dalle ricerche biomediche. In genere, dal momento dell'infezione, per sviluppare l'AIDS sono necessari da sei a dieci anni. I primi casi di AIDS furono osservati all'inizio degli anni Ottanta: si trattava di decessi di maschi omosessuali, peraltro sani, vittime di infezioni che, in precedenza, erano state osservate soprattutto in pazienti che avevano subito trapianti e, per limitare il pericolo del rigetto dell'organo trapiantato (vedi trapianto), erano stati sottoposti a terapie immunosoppressive, cioè alla somministrazione di farmaci che rendono le naturali difese del corpo meno aggressive nei confronti di agenti estranei. Nel 1983 Luc Montaigner e altri scienziati dell'Istituto Pasteur di Parigi isolarono, dal linfonodo di un uomo a rischio di sviluppare l'AIDS, quello che sembrava essere un nuovo retrovirus umano. Poco tempo dopo, sia il gruppo di Robert Gallo al National Cancer Institute di Bethesda, nel Maryland, sia il gruppo guidato da Jay Levy all'Università della California a San Francisco, isolarono un retrovirus da persone infette dal virus ma non malate (denominate sieropositive) e da pazienti con AIDS conclamata (ovvero, che manifestavano già il quadro clinico della sindrome). Tutti e tre i gruppi avevano isolato quello che oggi è noto come HIV. Individuazione della malattia e diagnosi In seguito all'identificazione dell'HIV e allo sviluppo da parte del gruppo di Robert Gallo di una procedura sperimentale (protocollo) per far crescere il virus in laboratorio, fu possibile sviluppare il primo metodo di diagnosi per accertare la presenza del virus nell'organismo. I test vengono effettuati su campioni di sangue; attualmente, grazie a sofisticate tecniche di ingegneria genetica, i test sono più specifici rispetto ai primi, e rilevano la presenza nel siero di quantità anche piccole di anticorpi diretti contro l'HIV: ciò indica che l'individuo esaminato è venuto a contatto con il virus. Due ceppi virali sembrano essere responsabili dell'AIDS: HIV-1 e HIV-2. Per il rilevamento di ciascun tipo si sono resi necessari test sierologici differenti. Questi due virus, infatti, pur essendo stretta Continua »

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