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La forma sferica,filamentosa e poliedrica.Virales e microtabiotes.Patogenicità di un virus.Le malattie infettive virali.I virus batteriofagi.Il periodo di eclisse.(formato word 1 pg) ( formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da

La morfologia dei virus, evidenziabile solo da pochi decenni grazie alla microscopia elettronica (v La morfologia dei virus, evidenziabile solo da pochi decenni grazie alla microscopia elettronica, è estremamente varia in quanto ogni virus è caratterizzato da forma (sferica, filamentosa, poliedrica) e dimensioni proprie dell'ordine delle centinaia di micrometri. Tali dimensioni hanno fatto considerare i virus più piccoli come molecole, al pari delle quali i virus presentano la proprietà di cristallizzare. Le preparazioni cristalline dei virus ne consentono lo studio della costituzione chimica, che risulta più o meno complessa in relazione alla grandezza del virus stesso, ma che è sempre caratterizzata dalla presenza di nucleoproteine cui possono aggiungersi lipidi e carboidrati. Gli acidi nucleici sono rappresentati da RNA e/o DNA (i virus delle piante superiori contengono solo RNA, quelli batterici solo DNA, quelli animali possono contenerli entrambi). Le proteine, che formano una sorta di guscio attorno all'acido nucleico e sono caratterizzate dalla presenza di subunità che si ripetono tipicamente, pur essendo responsabili di gran parte delle proprietà morfologiche e sierologiche del virus, non vengono sintetizzate dal virus bensì provengono dalle cellule parassitate cui il virus fornisce gli enzimi necessari a tale sintesi. In genere i virus non sono sensibili alle basse temperature ma sono termolabili e più o meno sensibili all'azione delle radiazioni e degli antisettici. Una classificazione universalmente valida dei virus non è ancora stata realizzata per quanto siano stati effettuati tentativi di sistemazione all'interno dell'ordine virales della classe Microtabiotes, secondo le caratteristiche morfologiche e fisico- chimiche. Al pari di tutti i parassiti obbligati, i virus possono svolgere attività metaboliche e riproduttive solo nell'ambito di cellule viventi, animali e vegetali, da cui ricavano i materiali energetici e plastici. Fuori delle cellule i virus sono inerti in quanto incapaci di qualsiasi azione metabolica: il loro studio è possibile perciò solo in colture di tessuti. Il trasporto di un virus da un organismo all'altro viene spiegato ammettendo l'esistenza di particelle virali, costituite dalla catena nucleica propria del virus in questione, e di un involucro di proteine formate nell'ultimo ospite. Penetrando in un'altra cellula ospite, la particella virale perde la sua membrana proteica e si interpone nel metabolismo dell'ospite sostituendosi al DNA o all'RNA di quest'ultimo e provocando ovviamente disordini di entità variabile. Se il metabolismo dell'ospite subisce gravi alterazioni la cellula muore, il virus si riproduce e invade altre cellule; è invece verosimile che, se i disordini metabolici sono di minor entità, le cellule parassitate integrino la porzione nucleica del virus nel loro patrimonio cromosomico (come se si trattasse di un gene aberrante) e diventino cellule tumorali (cancerose). Ciò è proprio dei virus oncog Continua »

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