Esistono diverse tecniche microscopiche per l’osservazione delle droghe vegetali. Prima di tutto bisogna compilare le schede sistematiche.
La droga va trattata con montanti: ovvero sostanze chimiche o coloranti che servono per migliorare la qualità dell’immagine al microscopio. Questo effetto è ottenuto solo se l’indice di rifrazione del montante è inferiore a quello della droga da esaminare.
I microscopi possono essere ottici, elettronici o a fluorescenza. Quelli ottici comprendono le lenti ottiche. Se utilizziamo una ente ad esempio a 10x, poi va moltiplicata per la risoluzione della lente oculare che è di 30x per ottenere un totale di visibilità del 300x. Inoltre si possono utilizzare delle camere lucide o microproiettori con due diversi tipi di scale: scala microscopica con piatto portaoggetti o scala microscopica con lente ottica.
Il microscopio elettronico invece sfrutta il flusso di elettroni, può essere a scansione (SEM) o a trasmissione (TEM). Il primo riesce a vedere gli oggetti in 3D, mentre il secondo attraversa con un fascio di elettroni l’oggetto.
L’ultimo microscopio è a fluorescenza, che ci permette di osservare fenomeni come la divisione cellulare.
PREPARAZIONE DI DROGHE VEGETALI PER MICROSCOPIO
Per l’osservazione e l’esame delle droghe occorre un’importante preparazione: prima di tutto bisogna osservare la dimensione dell’oggetto la sua struttura e anche la dimensione e la morfologia dei tessuti. Dopo di che si osserva la natura della parete cellulare, la forma e la dimensione anche degli organuli interni. Aggiungiamo un montante adatto per l’osservazione. Infine creiamo un ambiente adatto a seconda dell’organo che stiamo per osservare: se si tratta di foglie o fiori si mettono in ambiente umido, se si tratta invece di rami radici secche o cortecce li facciamo bollire in acqua.
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