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I passaggi di stato della materia: Descrizione di un esperimento con osservazioni e conclusioni sui passaggi di stato. (6 pagine, formato word) ( formato doc)

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Lanzoni Giulia Lanzoni Giulia 1^F 17/05/1999 Masi Giuliana Nannoni Eleonora Scopo dell'esperimento Attraverso quest'esperienza intendiamo studiare il fenomeno della fusione e della solidificazione (entrambi passaggi di stato) in diverse sostanze e differenti quantità. Materiale occorrente Termometro con risoluzione di 1°C e fondoscala di 100°C Cronometro analogico con risoluzione di 1/5 di secondo Becher (piccolo e grande) Pipetta per aspirare l'acqua Acqua Bunsen Provetta diverse sostanze su cui provare l'esperimento qui elencate: Sigla Sostanza Quantità N 1 Naftalene 7g N2 Naftalene 14g P1 Paradiclorobenzene 7g P2 Paradiclorobenzene 14g Nel nostro caso abbiamo sperimentato i passaggi di stato su 7g di Paradiclorobenzene. Apparato di sostegno in ferro con braccio mobile. Descrizione dell'esperimento Ci siamo divisi in otto gruppi, i quali a due a due, come già accennato, avevano una sostanza o una quantità di sostanza diversa dalla nostra. Eseguendo l'esperimento due volte per ogni caso, abbiamo assicurato che ogni gruppo trovasse risultati accettabili, perché, confrontandoli con quelli dell'altro gruppo, hanno potuto costatare di avere eseguito l'esperienza in modo soddisfacente, per giungere a conclusioni consistenti oppure no, nel caso di risultati totalmente incompatibili. Abbiamo trovato già pronta la provetta contenente 7 grammi di paradiclorobenzene (per evitare spiacevoli incidenti) innestata sul sostegno di legno mediante un elastico. A questo punto abbiamo riempito il becher piccolo d'acqua fredda e, spostando la provetta attraverso il braccio mobile, la abbiamo immersa nel becher, facendo in modo che la sostanza fosse interamente avvolta dall'acqua, ma non la toccasse, altrimenti sarebbe avvenuta una reazione chimica diversa da quella che intendevamo studiare. Abbiamo poi inserito dentro la provetta il termometro. Abbiamo allora preso il bunsen e abbiamo cominciato a riscaldare il tutto a fuoco basso, in modo da avere un graduale innalzamento della temperatura per osservare meglio la reazione. Contemporaneamente abbiamo fatto partire il cronometro rilevando la temperatura ogni 30 secondi. Il termometro era tenuto al centro della provetta, in modo che non toccasse il vetro, presumibilmente più caldo della sostanza che volevamo effettivamente osservare. Quando tutta la sostanza si è liquefatta, abbiamo aspettato ancora qualche minuto per osservarne il comportamento in seguito al passaggio di stato, dopodiché abbiamo spento il bunsen e abbiamo iniziato il processo di raffreddamento, continuando a rilevare la temperatura ad intervalli regolari di 30 secondi. Per fare in modo che il raffreddamento avvenisse gradualmente, abbiamo preso il becher grande e, riempitolo d'acqua, abbiamo aspirato con la pompa un po' dell'acqua calda nel becher piccolo e, rovesciatala nel lavandino, ne abbiamo aggiunta della fredda prelevandola dal grande. Abbiamo continuato in questo modo finché la sostanza non si è nuovamente “indurita”, tornando a Continua »

TAG: becher, acqua
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