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Preparazione del solfato di rame pentaidrato: Relazione di laboratorio su come si prepara il solfato di rame pentaidrato per il Laboratorio di chimica generale alla Facoltà di Chimica di Messina. (2 pg - formato word) ( formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da istitut

PREPARAZIONE E CRISTALLIZZAZIONE DEL SOLFATO DI RAME PREPARAZIONE E CRISTALLIZZAZIONE DEL SOLFATO DI RAME Lo scopo della esperienza è l'ossidazione del rame metallico per mezzo dell'acido solforico e cristallizzazione del solfato di rame formatosi. Attrezzatura richiesta: Becker, bacchettino di vetro, imbuto, portaimbuto, piastra riscaldante, contagocce, pipetta graduata, cilindro graduato, carta da filtro, cristallizzatore, palla di peleo, vetrino di orologio. Materiale richiesto: acqua distillata, rame metallico, 15 ml di una soluzione di H2SO4 conc. gocce di acido nitrico concentrato. Procedimento: Dopo aver pesato 3 gr. di Cu metallico per mezzo di una bilancia analitica, ho aggiunto al mio becker contenente i trucioli circa 10 ml di acqua distillata e sotto cappa, invece, utilizzando la pipetta graduata ho prelevato acido solforico concentrato facendo molto attenzione nel versarlo goccia a goccia al becker, poiché nel fare questo si sviluppa calore e la soluzione quindi si potrebbe riscaldare troppo. Ho portato il tutto al bancone in cui vi era la piastra riscaldante cha avevo inizialmente acceso, quindi ho poggiato il becker sulla piastra calda e ho aggiunto 3 gocce di acido nitrico per far partire la reazione. Ho cominciato ad agitare con il bacchettino di vetro portando ad ebollizione la soluzione. E' noto che il rame riscaldato all'aria si trasforma in ossido rameico che a più alta temperatura, passa a rameoso. Viene attaccato facilmente dall'acido nitrico, ma non dal Cloridrico, l'acido solforico diluito non lo attacca e nemmeno l'acido solforico concentrato a temperatura ordinaria, bensì a temperature elevate (ecco perché bisogna portare la piastra a circa 250°C), svolgendo anidride solforosa. Il rame è un metallo rosso chiaro, duttile non viene attaccato dagli acidi che agiscono solo come tali ma da quelli che prima agiscono come ossidanti e poi salificano l'ossido formato: Cu + H2SO4 CuO + SO2 + H2O CuO + H2SO4 CuSO4 + H2O (mentre a più basse temperature e specialmente intorno ai 100°C si forma anche Cu2S 5Cu + H2SO4 H2O + Cu2S + 3CuO quest'ultimo(CuO) si salifica facilmente con l'acido solforico concentrato in eccesso ma il solfuro si intacca difficilmente). L'acido nitrico facilita la dissoluzione del rame. Dall'espressione del potenziale ossido riduttivo relativo alla semi - reazione dello ione H+ (H3O+): 2H+ + 2e H2(g) si ottiene (se l'H2 si libera all'atmosfera p(H2) =1.00 atm ) E = -0.0592 pH Una soluzione di H+ 1.0 mol dm -3 (pH = 0, E=0.0 V) è in grado di comportarsi da ossidante solo rispetto a coppie ossido - riduttive che hanno potenziali più piccoli del suo cioè minori di zero (in modo quantitativo se il potenziale è inferiore a -0.300 V; a pH più alti H+ è meno ossidante). I “normali” metalli che hanno potenziale normale ossido riduttivo negativo come zinco e alluminio: Zn2+ + 2e Zn E° = -0.763 V Al3+ + 3e Al E° = -1.662 V Possono essere ossidati dallo ione H+ di acidi minerali non ossidanti. I metalli &ldqu Continua »

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