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Sintesi dei capp. 3, 4, 5, 7, 8, 9 (mancano 1, 2 e 6) (13 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastella Appunto inviato da rossella030984

L’immagine ha progressivamente scalzato la parola e la scrittura, anche nella politica; infatti, sebbene tutti sappiamo che l’immagine non è più veritiera della parola, tendiamo ad attribuirle una credibilità immensamente superiore. L’eredità visiva del fascismo Il fascismo aveva mostrato l’importanza e l’efficacia di nuovi medium e linguaggi (radio, riviste, giornali, fumetti, fotografia, musica e cinema…). Alla ripresa della vita democratica questa esperienza non viene però lasciata cadere: con il ritorno al confronto elettorale, i partiti italiani si appropriano dell’esperienza del fascismo nell’impiego di grafici, illustratori, cartellonisti; si avvicinano presto ai linguaggi della pubblicità, guardando anche alle esperienze degli altri paesi. La propaganda del grande schermo Già durante la liberazione era attivo in italia il PWB (psichological welfare branch) che aveva il compito di far circolare le pellicole americane per diffondere i costumi e la cultura dei liberatori. Dopo la guerra poi, l’influenza usa cresce, passando dai documentari e dai cortometraggi ai film. Conseguenza: massiccia invasione dell’immaginario e del divertimento. Se di questo nessuno si lamenta, invece si levano proteste da parte dei politici contro la nuova corrente cinematografica del verismo (es. ladri di biciclette), ritenuta fonte di una visione distorta del paese (ne mostrava le brutture). In difesa del verismo si schierava però il pci, che ne fece una vera battaglia culturale e politica, accusando il governo di non tutelare a sufficienza le pellicole italiane Continua »

TAG: fascismo
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