ASPETTI DELLA RELIGIOSITÀ DI DANTE ASPETTI DELLA RELIGIOSITÀ DI DANTE CANTO I vv. 18-21 Dante, inebriato da tanta bellezza di cielo, si volge all'oriente, quasi in aspettazione del sole, che raffigura la Grazia divina, e vede splendente il pianeta Venere, il bel astro d'amore (principio della legge cristiana) che, col suo vago tremolio, mette una nota di gioia in tutta quella parte del cielo, rendendo poco visibile la costellazione dei Pesci che l'accompagna. vv. 22-27 Dante, non sazio della serenità e della gioia, si volge a destra, quasi a significare un primo slancio verso il bene, (nel Purgatorio infatti si dirigerà sempre verso destra, mentre nell'Inferno si dirigeva sempre verso sinistra) e vede, presso il polo antartico, scintillare quattro stelle (v. 23), che, a differenza di Venere, non fanno gioire soltanto quella parte di cielo, ma tutto il firmamento. Molto si è discusso dai critici intorno a queste quattro stelle: alcuni ritengono che esse abbiano un valore puramente allegorico e rappresentino le quattro virtù cardinali (prudenza, giustizia, fortezza e temperanza) altri ritengono che tali stelle abbiano un valore reale. Quest'ipotesi è confermata dal fatto che Dante afferma con un certo rimpianto che tali stelle non furono mai viste da alcuno, fuorché dalla "prima gente" (v. 24) e che il nostro emisfero, privato di una cosa così di preziosa vista, si può definire "vedovo" (v. 26), cioè privo di ogni cosa. vv. 28-29 Dante si volge un poco a sinistra, verso il polo artico, quasi a cercare la costellazione dell'Orsa maggiore, che raffigurerebbe con le sue sette stelle le virtù cardinali e teologali. vv. 30-39 Apparizione di Catone. La presenza di Catone nel Purgatorio ha sollevato fra i critici molte discussioni. Catone era stato considerato dagli antichi come il tipo di romano antico, amante della patria e delle virtù civili; tale ammirazione era giunta fino a Dante, il quale ne fa altissime lodi in più luoghi del Convivio Catone, nonostante sia stato pagano, può essere stato illuminato da Dio poco prima di morire, ottenendo il battesimo di desiderio; per questo non è nel Limbo Catone può aver compiuto il suo suicidio per ispirazione divina, cioè per ubbidire al volere della Provvidenza, la quale, col trionfo di Cesare, aveva manifestato la sua preferenza per l'Impero. Inoltre il suicidio è perdonabile in un pagano che non ha la luce della fede e particolarmente in uno stoico, che in certi casi considerava il suicidio come un dovere. Per questo non è nel secondo girone del settimo cerchio dell'Inferno Catone, che per amore della libertà civile seppe vincere lo stesso istinto della vita, è degno custode del Purgatorio, dove le anime procedono all'acquisto della libertà morale, che è il fondamento di ogni altra vera e sana libertà. vv. 94-108 Risposta e consigli di Catone Catone ingiunge a Virgilio di recingere i fianchi di Dante con un "giunco schietto" (v. 94), cioè privo di nodi e di "lavagli il viso" (v. 94) per togliere la caligine Continua »