Momentè Laura Tipologia: analisi di un testo letterario in versi DANTE, Inferno c. V Sviluppa in modo organico i seguenti punti. 1) Comprensione del testo Dove si trovano Dante e Virgilio? Quale personaggio si presenta davanti ai loro occhi e quale compito egli assolve? Quali peccatori sono puniti in questo cerchio? Qual è la loro pena? Si tratta di un contrappasso per opposizione o per analogia? Quale caratteristica accomuna le anime e perché Dante nota proprio Paolo e Francesca? Il colloquio di Dante con Francesca si articola in due parti: che cosa racconta la donna nella prima parte? Che cosa le chiede poi Dante e come risponde lei a questa domanda? Perché è Francesca a parlare? Che cosa fa Paolo? Perché Dante, alla fine del colloquio, sviene? 2) Analisi del testo Dante utilizza spesso personaggi mitici che trasforma in demoni infernali, come avviene in questo canto per Minosse. Spiega le ragioni, di natura morale ed artistica, che hanno indotto il poeta a caratterizzare questa figura in modo grottesco. L'esortazione alla prudenza, che Minosse rivolge a Dante, ai vv. 16-20, è un invito a dubitare dell'affidabilità della sua guida. Esamina il significato allegorico di tale intervento e la natura della risposta di Virgilio, ai vv. 21-24. Esamina il significato allegorico delle condizioni climatiche del luogo infernale destinato ai lussuriosi. Il canto è detto della pietà, parola-chiave di interpretazione, usata da Francesca al v. 93 e da Dante al v. 72 e al v. 140. Soffermati su questi tre punti e precisa la diversa connotazione morale che il termine assume. 3) Approfondimenti Qual è, a tuo parere, il tono dominante nell'episodio di Paolo e Francesca? Come giudica Dante i due personaggi e perché il colloquio con loro è per lui causa di un forte turbamento? Nel V canto dell'Inferno Dante e Virgilio si trovano nel secondo cerchio, più piccolo del primo ma dove il peccato è più grave. Davanti a loro si presenta Minosse, il demone dall'aspetto mostruoso che svolge la funzione di giudice dei dannati. Egli ascolta i loro peccati, li giudica e li manda nel girone appropriato arrotolando la sua lunga coda attorno a sé tante volte quanti sono i gironi in cui l'anima deve andare. Proseguendo il suo cammino all'interno del cerchio Dante inizia a sentire urla di dolore; in questo girone sono puniti i peccatori carnali, la loro pena è di essere continuamente in balia della bufera infernale, che li trasporta impetuosa da una parte all'altra del cerchio. La regola del contrappasso in questo caso è per analogia, la bufera infernale richiama la bufera dei sensi, che in vita per questi dannati è prevalsa sulla ragione. Tutti i dannati di questo cerchio nominati da Virgilio sono personaggi della storia e della poesia antica (Semiramide, Didone e Cleopatra, ad esempio) e medievale (Tristano e Isotta), celebri per le loro travagliate storie d'amore. Dante nota in particolare Paolo e Francesca perché vengono trasportati assieme nella bufera e sembrano leggeri nel ve Continua »