All'interno della didattica delle lingue e nella storia si parla dagli anni 70 di competenza comunicativa, competenza che un soggetto deve avere di saper comunicare e non solo di conoscere la lingua; si conoscono le lingue straniere ma spesso non si conoscono le realtà dei luoghi o le stesse sfumature della lingua e della comunicazione; solitamente si dà la competenza linguistica, cioè una conoscenza strutturale della lingua ma non sempre si ha la competenza comunicativa, che si ha nella lingua materna grazie alle esperienze nei diversi contesti sociali partendo dalla famiglia; si impara ad usare la lingua secondo le norme linguistiche corrette ma in maniera implicita si riesce a capire e ad imparare o almeno si dovrebbe le norme comunicative da mettere in atto nel momento in cui si interagisce con gli altri; capita di utilizzare formule più alte con gli amici, o quando si utilizzano le forme amicali in contesti diversi, questo provoca ilarità; si sa che certe forme comunicative richiedono delle forme particolari adatte al luogo e al contesto in cui ci si trova; in situazioni formali non si usa il tu e si deve stare attenti alla scelta lessicale senza usare parole gergali o tipiche del linguaggio giovanile; esistono quindi delle norme conversazionali riferite anche all'ambito e al contesto in cui si agisce; nel momento in cui si interagisce in una conversazione si utilizzano delle formule per prendere la parola, nelle lingue straniere non sempre viene insegnato. Per usare una comunicazione asimmetrica o diseguale tipica delle classi di lingua italiana o straniera, si parte dai modelli utilizzati per analizzare le forme di interazione. Ferdinand de Saussures, nel 1800 è stato il padre della linguistica moderna, ha posto le basi per uno studio della lingua come sistema che poteva essere analizzato come altri sistemi complessi, è ginevrino di nascita; prima si parlava di linguistica tramite la storia e l'evoluzione delle lingue; egli dà una serie di concetti fondamentali utilizzati ancora oggi, ad esempio la linearità e l'arbitrarietà sono fondamentali nel linguaggio umano; la linearità è data dal fatto che comunicando si elabora il pensiero mettendo in sequenza i suoni, le parole e le frasi e si ha una produzione sequenziale; per arbitrarietà si intende che un oggetto, una sensazione, un contenuto, un significato come diceva Saussures è combinato con un significante o con una forma fonica che lo rappresenta in maniera arbitraria, quindi per convenzione sociale, le cose possono cambiare nome, non c'è nessuna necessità della combinazione esistente tra il significante e il significato; questo spiega anche perché ci siano tante lingue diverse quindi uno stesso oggetto ha un nome diverso. Saussures riflette su come gli uomini mettono in atto la comunicazione tra loro. In un disegno lui mette di profilo due soggetti che parlano tra loro e grazie all'emissione dell'aria mettono in vibrazione le corde vocali, utilizzano gli organi fonatori che producono de Continua »