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Il carattere rigido dell’assetto costituzionale della chiesa non impedisce che nell’ordinamento canonico si realizzino riforme anche sostanziali di gran portata. (19 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastella Appunto inviato da dommaida

Il concilio Vaticano II e poi il Codex del 1983 hanno ridefinito e riscritto il capitolo delle persone e dei soggetti di diritto. Carattere essenziale dell’ordinamento canonico sino alla codificazione del 1917 era quello della disuguaglianza dei suoi appartenenti e del loro inquadramento in determinati status giuridici e sociali, e soprattutto in due, quello dei chierici e dei laici. Per un insegnamento che si fa risalire a Girolamo (santo) vi sono due specie di cristiani. 1. I chierici, votati al culto divino, e coloro che sono dediti alla contemplazione e alla preghiera. Sono tutti coloro che Dio ha voluto eleggere prima d’ogni altro. 2. I laici, ai quali è permesso possedere beni temporali, ma solo per i loro bisogni. Ad essi è permesso sposarsi, coltivare la terra, dirimere le liti attraverso un giudizio, difendere la propria causa, depositare offerte sull’altare, pagare le decime: possono così essere salvati, se tuttavia evitano i vizi e fanno del bene. Attorno a questa divisione si è creata una cultura e una letteratura basata su una concezione dualistica della società ecclesiastica, nella quale la condizione dei laici era considerata meno elevata rispetto a quella dei chierici, tale da comportare una differenziazione sostanziale delle rispettive condizioni giuridiche. Continua »

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