LE LEGGI della CHIESA
UNITÀ e PLURALISMO
II Concilio ecumenico Vaticano II , definisce la Chiesa come «un solo popolo di Dio radicato in tutte le nazioni della terra»; essa « favorisce e accoglie tutte le ricchezze di capacità e di consuetudini dei popol i, in quanto sono buone, e accogliendole le purifica, le consolida ed eleva».
Grazie a questa universalità o cattolicità «le singole parti portano propri doni alle altre parti e a tutta la Chiesa, e così il tutto e le singole parti sono rafforzate, comunicando ognuna con le altre e concordemente operando per la pienezza nell'unità ».
In tal modo:
s i riconosce la legittimità dell'esistenza, nell'unica Chiesa universale, delle Chiese particolari, presiedute dai singoli vescovi e dotate di propria «cultura» e di proprie tradizioni; si riafferma, al contempo, l'autorità del vescovo di Roma che «presiede alla comunione universale di carità, tutela le varietà legittime, e insieme veglia affinché ciò che è particolare, non nuoccia all'unità, ma la serva».
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