Diritto Regionale Comparato: Nozioni di diritto regionale e rif. all'aspetto geografico(pianific. territoriale, geogr. urbana). Analisi e comparazione con l'Italia di forme statali europee ed extra-europee (22 pagine formato doc)

VOTO: 8 Appunto inviato da dinamocampetto

Untitled Diritto regionale comparato: Prof.ssa: R.Bianco Appunti presi alle lezioni 2-10-03: Occupandoci di Diritto regionale comparato bisognerà chiarire pian piano alcuni concetti, quali: Cos'è il diritto? Cosa non è diritto? Cos'è la regione? Per quanto riguarda la Comparazione essa può essere: sincronica (com'è ora) o diacronica (com'era), omogenea oppure eterogenea. Per effettuare una comparazione ci vogliono elementi di contatto (si parla di comparazione omogenea); se non vi sono allora la comparazione sarà essenzialmente a livello culturale (si parla dunque di comparazione eterogenea). Il diritto è una serie di regole che possono avere diversa provenienza: divina, regale, popolare, spontanea. Al diritto si contrappone il non-diritto. Quest'ultimo è molto più diffuso. Basti pensare che secondo popolazioni orientali ricorrere al diritto significa il fallimento della civiltà armonica… I 4/5 del mondo rifiutano il diritto, quindi una percentuale piuttosto elevata. Nel restante 1/5 del mondo viene accettato il diritto. Dopo aver accertato l'esistenza o l'accettazione del diritto, esso va differenziato fra: Diritto vigente (ciò che è scritto) e Diritto vivente (ciò che si applica). Per prima cosa dunque bisogna operare una scelta fra diritto e non diritto, e successivamente, se si accetta il diritto, fra diritto vigente e diritto vivente. In Occidente è stata fatta una scelta di diritto. Alla nascita ogni individuo, presenta come una sfera, rappresentante solo i diritti; poi essa viene via via compressa dai doveri. Il diritto illimitato (detto “bollato” per l'immagine della sfera o di una bolla appunto) è quello vigente cioè scritto sulla carta ma quello vivente invece è quello limitato. Infatti quando l'uomo decide di associarsi in comunità si assiste ad una restrizione del diritto, e si parla di “diritto-dovere”: diritto verso i pari, doveri verso i superiori, dove per pari si intendono i simili e per superiori le autorità. Il diritto privato si esercita con i simili, il diritto pubblico con le autorità; un diritto quindi che si muove su due velocità diverse e distinte. In una società primitiva era più facile che si affermasse il diritto privato perché nei confronti dei più potenti il rapporto era di forza, ovvero il più debole a cospetto del più forte. Il diritto pubblico dunque non si sviluppa subito, è tardo e molto frammentato. Il diritto pubblico è l'insieme dei diritti di cui gode il cittadino nei confronti dello Stato. Si ha per la prima volta con la Magna Charta. Nel diritto privato si parla di legge, nel pubblico di governo. Il diritto privato quindi da come si è visto nasce subito, ma chi stabilisce le regole? Nel diritto privato i metodi sono vari: fonti divine, regali, popolari. Nel diritto pubblico (che è più tardo) invece si stipula il “patto sociale”, secondo cui si riconosce e non si subisce l'autorità, per ottenere la felicità. La felicità logicamente è un bene utopico, poiché per og Continua »

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