Visto che l’uomo, come singolo, non è in grado di soddisfare i propri bisogni da solo si crea l’esigenza di scambiare beni e servizi con altri soggetti. Lo scambio, quindi, è l’atto che permette all’uomo di procurarsi i beni e i servizi di cui necessita. Questo fatto è regolato da un istituto giuridico chiamato contratto. Il contratto è l’accordo tra due o più parti per costituire, regolare ed estinguere un rapporto giuridico patrimoniale. L’accordo è una manifestazione di volontà che può essere tacita, comportamento concludente (salita su un autobus. Dal momento della mia salita, faccio un contratto con il conducente che mi obbliga a pagare e timbrare il biglietto.), o espressa (gesto, parola, scrittura…). Le parti sono i soggetti interessati, i quali hanno interessi diversi (compra e vendita. Ad una parte interessa vendere il bene o servizio che produce, all’altra parte interessa comprare e usufruire di quel bene o servizio). Per costituire si intende la nascita di un contratto (contratto di lavoro) Regolare significa rinnovare un contratto già esistente (rinnovo del contratto di lavoro). Estinguere, invece, vale a dire cancellare gli effetti del contratto stabilito (dimissioni o licenziamento) Il rapporto giuridico è un rapporto riconosciuto dal diritto. Patrimoniale vale a dire che il contratto ha una rilevanza economica. I due pilastri che reggono l’economia di mercato sono la proprietà privata, che è la possibilità di godere e disporre di un bene o di un altro diritto in modo pieno ed esclusivo, e il principio di libertà, che è la facoltà che un soggetto ha di usufruire di un bene come meglio crede. Grazie a questi istituti ha un’economia di tipo capitalista, cioè, sono i privati a decidere quanto, come e che tipo di prodotto immettere sul mercato, senza l’intervento dello stato. Continua »