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Tesi di Saverio Bozzanelli. ( formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da fenilxxx

TESI INDICE INTRODUZIONE INTRODUZIONE L'evoluzione della società può essere descritta come un continuo susseguirsi di nuovi fenomeni che, in base a legami più o meno stretti nei confronti del passato, danno origine a cambiamenti di vario ordine: sociale, economico, politico ed altri ancora. Uno di questi fenomeni viene comunemente denominato “rivoluzione associativa”, termine con il quale si indica quel formidabile processo di crescita e diffusione di una nuova forma di aggregazione sociale, attraverso la quale l'uomo tende a soddisfare i propri bisogni e che va sotto il nome di organizzazione non profit. Tale rivoluzione pone le sue radici nel cuore della società, nella coscienza del cittadino che oggi vive in modo diverso la sua appartenenza ad una comunità civile; cresce infatti l'impegno attivo nelle varie sfere della vita quotidiana, quali la famiglia, i rapporti sociali, la solidarietà, il rispetto dell'ambiente. Alcuni studiosi, sociologi, economisti, giuristi, interpretano lo sviluppo del fenomeno associativo quale risposta della società ai fallimenti dello Stato e del Mercato, manifestando una visione del sistema sociale basata sull'interazione di elementi contrapposti: i cittadini affidano il loro benessere alle capacità operative dei due soggetti istituzionali suddetti e si aspettano da questi l'osservanza dei loro doveri considerandoli soggetti distaccati rispetto alla stessa società. La rivoluzione associativa può essere, invece, vista quale riscoperta dell'unità e della collaborazione sociale; il cittadino guarda allo Stato e al Mercato non più come a due soggetti estranei e contrapposti alla società, in quanto portatori di propri fini; essi vengono visti quali manifestazioni della collettività organizzata, con istituzioni e logiche proprie, ma con i quali il cittadino collabora attivamente affinchè cresca il benessere sociale. Tanti anni di assistenzialismo, nato più come contropartita alla legittimazione politica della classe dirigente che come forma di collaborazione attiva, sono alla base del tentativo di riforma del sistema di welfare state. L'inefficienza dovuta all'eccessiva burocrazia, l'insostenibilità economica dovuta sia ai nuovi vincoli di bilancio che alle avverse condizioni macroeconomiche, gli incentivi impliciti alla dipendenza verso il sistema di welfare hanno, da un lato costretto lo Stato a rivedere il proprio raggio d'azione, dall'altro convinto i cittadini che non si può delegare tutto allo Stato senza alcuna forma di collaborazione. Qui nasce la rivoluzione associativa: la società ha iniziato a svolgere un ruolo attivo, rispondendo ai fallimenti dello Stato, agendo non per proprio conto, ma integrando l'azione statale ai fini del benessere sociale. Lo Stato non può prescindere dai propri doveri di regolare e proteggere la società ma, in quanto espressione di quest'ultima e non soggetto estraneo, vive della collaborazione dei suoi cittadini. Il mercato, tramite le sue istituzioni, è riuscito ad anti Continua »

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