Crescita economica e monometallismo aureo Crescita economica e monometallismo aureo Una crescita economica senza precedenti, particolarmente intensa fra il 1850 e il 1870 (e poi fra il 1896 e il 1913) interessò non solo i paesi dell'Europa occidentale ma anche altre parti del mondo, come Stati Uniti, Russia e Giappone. L'agricoltura si doveva adeguare, ma quella europea non riusciva a soddisfare le esigenze di una popolazione che s'inurbava, attratta da attività extra-agricole. Vi sopperirono le produzioni agricole dei territori temperati, come Stati Uniti, Canada, Argentina e Australia e dei paesi equatoriali e tropicali, come Antille, Indonesia e Brasile. L'agricoltura del mondo lavorava per nutrire le concentrazioni urbane dell'Europa e dell'America del Nord. Dopo il 1850 le invenzioni si moltiplicarono i tutti i settori: dapprima i convertitori Bessmer e i forni Martin per la produzione dell'acciaio e il processo Solvay per la fabbricazione della soda; poi negli ultimi decenni del secolo, il telefono, i pneumatici di gomma, le turbine a vapore, i motori Diesel, i cuscinetti a sfera, le macchine per scrivere, le macchine calcolatrici, le fibre tessili artificiali, le macchine fotografiche; infine, nei primi anni del nuovo secolo, gli acciai speciali, molti prodotti sintetici, la radio e l'illuminazione al neon. Si stava realizzando, insomma, sul finire del secolo XIX, una “seconda rivoluzione industriale”. Il carbone, che aveva predominato fino ad allora, subiva la concorrenza di due nuove fonti di energia: l'elettricità, prodotta su scala industriale dal 1880, e il petrolio, usato dapprima per l'illuminazione e poi per il motore a scoppio. La chimica da parte sua, dava l'impronta più visibile all'evoluzione industriale, modificando le attività tradizionali, dall'agricoltura alle industrie alimentari e tessili, da quella cartaria a quella farmaceutica, e facendone sorgere di nuove, come la vulcanizzazione della gomma e la produzione di materiali sintetici. Una tale espansione industriale richiedeva molto consistenti, in quanto il costo dell'industrializzazione era notevolmente cresciuto rispetto alla prima rivoluzione industriale. Il monometallismo aureo, o gold standard, in vigore fin dal 1816 solo in Inghilterra, venne progressivamente adottato da quasi tutti i paesi nella seconda metà dell'Ottocento. Esso era caratterizzato dal fatto che il tallone (ossia il metallo prezioso) era l'oro, che quindi godeva di libero conio (tutti potevano chiedere la coniazione dell'oro di cui disponevano) e di potere liberatorio illimitato (nessuno poteva rifiutarlo in pagamento di un'obbligazione) L'unità monetaria nazionale era definita in rapporto all'oro e le banche di emissione acquistavano e vendevano l'oro a prezzo fisso. Il gold standard fu adottato negli anni successivi e cronologicamente dalla Germania, dagli Stati candinavi, dai paesi aderenti all'Unione monetaria latina (Belgio, Francia, Grecia, Italia e Svizzera), dall'Austria-Ungher Continua »