Lezione del 5 ottobre 1999 A.A. 1999/2000 Appunti delle lezioni del Prof. Doccioli, a cura di Luca Scalise CONSIDERAZIONI PRELIMINARI: La prima parte del corso riguarderà il modo di lettura dell'organizzazione del territorio in senso storico. Si tratta di un approccio normativo che ci dirà che cosa sono i modelli e come li dobbiamo leggere. La geografia per la localizzazione delle attività produttive pone l'attenzione sull'impresa nelle sue manifestazioni nell'ambiente esterno. Partiamo, però, dalla definizione di geografia: E' una scienza dei luoghi e delle relazioni fra i soggetti (imprese, consumatori individuali e collettivi produttori di beni e di servizi) che operano in questi luoghi. E' una scienza dialogica che entra in collegamento con altre scienze e che sottintende interazioni con altre discipline. Questo vuol dire che ci troveremo a parlare anche in termini economici o aziendalistici o altro anche se in maniera elementare. E' una scienza evolutiva. Le scienze in generale si possono dividere in 2 branche: - Le scienze nomotetiche: tendono a spiegare la natura dei fenomeni utilizzando spesso delle leggi Es. L'economia politica - Le scienze evolutive: tendono a interpretare e non a spiegare quindi non hanno leggi che mi dicono quello che sarà il risultato. L'evoluzione teorica delle discipline economico territoriali come la geografia non può essere separata da quella delle altre scienze cioè non si parla di un'evoluzione in vitro solo della geografia ma anche di molte altre discipline. Uno dei soggetti protagonisti dei luoghi è l'impresa vista come sistema organizzato; è vista da noi come un fenomeno complesso, ben lontana dal modello Weberiano, e che ha attraversato numerose fasi evolutive ( o involutive ?). La grande impresa fordista, per esempio, di grandi dimensioni, fondata sulla gerarchia, esprime una natura finalistica cioè ordinata ad un fine di profitto e si trova tendenzialmente, inerzialmente condannata alla crescita della produzione perché si basa sulle economie di scala (aumentando la produzione riesco a ridurre l'incidenza dei costi fissi). In seguito, epoca post-fordista, si verifica la “scoperta” che i percorsi di sviluppo regionale di cui sono protagoniste le imprese possono dipendere non solo da modelli Top-down come quello fordista in cui ad es. esiste il fenomeno del filtering down (perversività del sistema) in cui la grande impresa fa l'innovazione e questa attraverso l'indotto scende agli altri livelli inferiori. Possono dipendere altresì dalle dinamiche interne alla regione stessa e il modello mi diventa anche Bottom-up fondato sulla valorizzazione delle risorse locali. Nel modello top-down non si considerano le specificità locali che influenzano invece i cambiamenti nel sistema Botton-up. C'è un passaggio dal modello Top-down al modello Botton-up; oggi la dialettica è tra globale e locale: il locale è determinato dal globale ? se si, quanto? Nello studio della geografia economica ci occupiamo in sosta Continua »