Il nostro esame (normativo e positivo) si è finora concentrato sulla domanda di bene/intervento pubblico, assumendo l’esistenza di un operatore che si faccia carico degli interessi dei singoli soggetti economici, riflettendo in una funzione del benessere sociale la “volontà del popolo”. L’azione pubblica tende a migliorare l’efficienza e la distribuzione riflettendo un’idea di “pubblico interesse” sostenuta dalla considerazione di individui indistinti. Gli individui suggeriscono le preferenze ai responsabili della politica economica i quali le recepiscono nella FBS.. L’identità dei policy makers è trascurata nella teoria classica, non viene riconosciuta la loro natura di agenti degli individui indistinti che essi dovrebbero rappresentare o dei soggetti sociali organizzati in gruppi. Essi non hanno idee personali sulla preferibilità delle varie soluzioni, non hanno interessi propri o interessi altrui da perseguire, a parte l’interesse pubblico. Non esiste un problema di incentivi o di vincoli istituzionali capaci di indurli a perseguire l’interesse pubblico o l’interesse di un gruppo sociale. Nella teoria classica della politica economica gli individui che eseguono le politiche, sono ancora anonimi, perseguono senz’altro gli obiettivi indicati dal “principale”. Ma questa impostazione trascura il fatto che i responsabili delle decisioni di politica non sono anonimi Naturalmente anche i policy maker hanno specifiche connotazioni, ognuno è portatore di valori e interessi e interagisce in differenti modi con gli altri attori sociali. Il primo punto di scostamento rispetto ad un’analisi totalmente incentrata sulla domanda di intervento e/o offerta di beni pubblici è apparentemente innocuo. Poiche ci siamo fin’ora concentrati su regole di deliberazione in casi di democrazia diretta, l’ovvio passaggio è considerare che in realtà la maggioranza delle scelte avviene attraverso forme di democrazia rappresentativa. I cittadini eleggono i loro rappresentanti secondo diverse applicazioni della regola maggioritaria. Se la deliberazione mediante rappresentanza non implicasse che la riduzione nel numero dei delibe-ranti ci troveremmo di fronte ai medesimi problemi che riguardano le procedure politiche fin qui esaminate, viceversa il quadro analitico si modifica ove si ritenga che i rappresentanti (i politici) Continua »