la società dei consumatori, uniforme e universale La società dei consumatori, uniforme e universale Cultura McWorld contro democrazia La cultura globale americana la cultura McWorld non è tanto ostile quanto indifferente alla democrazia: il suo obiettivo è la creazione di una società universale dei consumi, senza tribù né cittadini tutti potenziali cattivi clienti ma costituita solo da quella nuova razza di uomini e di donne che sono i consumatori. Questa nuova cultura globalizzante mette fuori gioco non solo coloro che la criticano da un punto di vista reazionario, ma anche i suoi oppositori democratici, che sognano una società civile internazionale costituita da cittadini liberi provenienti dalle culture più diverse. di Benjamin R. Barber I colonizzati e le culture locali che vogliono minimizzare il loro grado di dipendenza insieme ai colonizzatori e ai mercati mondiali che vogliono relativizzare la portata della loro egemonia cospirano nell'illusione che esista tra loro un rapporto di reciprocità. Ma, in questa reciprocità, il potere reale si situa da una sola parte, come nella storia del pitone che divora la lepre. Allo stesso modo del pitone, McWorld assume per un attimo i colori delle culture che fagocita: la pop music, ravvivata dai ritmi latino e reggae nei ghetti di Los Angeles; il Big Mac, servito a Parigi con birra francese o confezionato con carne bulgara in Europa dell'Est; Topolino che parla francese a Eurodisney. Ma, in fin dei conti, Music Television (Mtv), McDonald's e Disneyland sono innanzitutto icone della cultura americana, cavalli di Troia degli Stati uniti nelle culture delle altre nazioni.McWorld è un'America che si proietta verso un futuro plasmato da forze economiche, tecnologiche ed ecologiche che esigono integrazione e uniformità. Un futuro che unisce tutti i paesi in una cultura globale omogenea, messa integralmente in rete dalle tecnologie informatiche, dagli scambi commerciali e dall'industria dello spettacolo. McWorld risulta vincente anche in quegli ambienti in cui incontra l'opposizione delle forze della religione e del tribalismo. Gli integralisti iraniani, se tendono un orecchio ai mullah che li incitano alla guerra santa, con l'altro ascoltano i programmi di Star television, l'emittente di Rupert Murdoch che ritrasmette per l'ennesima volta gli episodi di Dynasty via satellite.In Europa, in Asia e in America, i mercati hanno già eroso le sovranità nazionali e dato vita ad una nuova cultura, quella delle banche internazionali, delle organizzazioni commerciali, delle lobby transnazionali, come l'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec), dei servizi mondiali di informazione (Cnn e Bbc) e delle multinazionali. Sono questi i nuovi padroni di un mondo in cui gli stati-nazione non sono più in grado di governare la loro economia e ancor meno di controllare i movimenti di capitali sui mercati planetari.Questi mercati, sebbene non producano né interessi comuni né una legislazione comune, esigono non solt Continua »