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relazione sull'uso del metodo voltamperometrico. Vantaggi ed errori. Lo scopo dell’esperienza è quello di misurare il valore di una resistenza. (5 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastella Appunto inviato da sckimiri

RELAZIONE: DATI, TABELLE E GRAFICO N Vm Im Rm Ra Rv   V mA Ohm Ohm Ohm 1 47,4 7,8 6076,92 7,5 6069,42 Vm Im Rm Ea 0,3 0,05   Er% 0,633% 0,641% 1,274% Pn Rn In Vn W Ohm mA V 1 5600 13 74,82 Voltmetro Milliamperometro Portata 60V 10 mA Classe 0,5 0,5 Formule Usate: Rm= Vm/Im Rv= Rm-Ra Ea= (Portata*Classe)/100 Er%= (Ea/ Valore letto)*100 Er%(Rm)= Er%(Voltmetro)+Er%(milliamperometro) In= RadQ (Pn/Rn) Vn= Rn*In RELAZIONE: Lo scopo dell'esperienza è quello di misurare il valore di una resistenza. A tale scopo ci si può avvalere di due tipi diversi di misurazione: Un metodo diretto nel quale si ricorre ad uno specifico strumento che consenta di valutare in modo diretto la grandezza interessata. Un metodo indiretto nel quale alla valutazione della grandezza presa in esame, si arriva in modo indiretto, quindi tramite dei calcoli sulla base di dati relativi ad altre grandezze ovviamente legate a quella interessata. In questa esperienza di laboratorio, si è deciso di usare un metodo indiretto tra cui troviamo : Metodo Voltamperometrico Metodo del Confronto Metodo a Ponte Ed è stato “scelto” quello Voltamperometrico. Questo prevede l'uso della legge di Ohm al fine di calcolare il valore della resistenza interessata. Quindi, sapendo che R = V/I, sono necessari dei valori di tensione e corrente per trovare quello di R, saranno perciò necessari un Voltmetro ed un Amperometro collegati opportunamente al resistore. Sapendo questo, si prepara lo schema che prevede di utilizzare in serie alla resistenza l'amperometro (poiché esso, avendo una resistenza interna Ri, molto bassa, posto in parallelo ad essa, creerebbe una sorta di cortocircuito), ed in parallelo il voltmetro (poiché esso, avendo una Ri molto grande, posto in serie farebbe diminuire la corrente influendo sulle misurazioni). Ma, riguardo al voltmetro resta da decidere se porlo a monte o a valle rispetto all'amperometro, in questo caso si è optato per la prima alternativa. Quindi lo schema risulta essere: E non: Una volta deciso lo schema del circuito da realizzare, resta solo da decidere gli strumenti idonei. Data una resistenza con Rn=5600? e con Pn= 1W, sapendo che: Pn=Rn*In*In In= Pn/Rn = 13 mA Vn=Rn*In =74.82 V Dove In e Vn sono rispettivamente la corrente e la tensione massima oltre le quali si brucia il resistore conoscendo tali parametri, si scelgono gli strumenti adatti, cioè un milliamperometro con portata maggiore e/o vicina a In e lo stesso si fa per il Voltmetro. Prima di iniziare a realizzare il circuito, si ristudia lo schema: Rm = Vm/Im, ma questa formula è affetta da un errore in quanto come sappiamo l'amperometro ha una sua resistenza interna Ri che causa una caduta di tensione Va la quale influisce sulle misurazioni facendo sì che Vm= Va+Vu, cioè a causa della presenza di questa caduta di tensione, la differenza di potenziale misurata dal voltmetro, è maggiore rispetto a quella effettivamente presente ai capi della resistenza il cui valore ricavato dalla formula Rm= Vm/Im s Continua »

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