Analisi del testo Iliade: Analisi del testo poetico dell'iliade (2 pagine formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da vecienz90

Analisi del testo poetico Analisi del testo poetico Esempio: Sono i versi che fanno parte del”Iliade” di Omero. La famosa “ira Funesta” di Achille contro Agamennone. Da nove anni Greci e Troiani si danno battaglia. Achille re dei Mirmidoni, vieni a sapere dall' indovino Calcante che la peste diffusasi tra i greci e dovuta alla vendetta di Apollo per l'offesa subita da Crise anziano sacerdote di Apollo, nonostante la sua supplica al crudele Agamennone la atride che si rifiuta di restituirgli la figlia Criseide sua schiava, e renderle la libertà. Cosi Achille dopo dieci giorni di morti, vittime della pestilenza, convoca l'assemblea generale dell'esercito e chiede al re di rinunciare alla fanciulla. In tutto l'episodio permane la contrapposizione tra Achille e Agamennone, quest ultimo prima conto Crise poi conto Calcante è sempre prepotente minaccioso gretto , meschino; Achille invece, coraggioso e fiero risponde alle provocazioni di Agamennone con molta dignità e d eleganza. Nei versi oggetto della nostra analisi perciò ci si puo soffermare sulle parole di Agamennone che “ si mette in guardia “ continuando a minacciare Achille: “ Se ebbene tu sia abile con le parole, non tentare di ingannarmi!; Ho divino Achille tu non mi inganni cosi, ne mi riesci a convincere! ( Vv. 174-177). I Vv. 178-179 rappresentano quasi una domanda retorica: “ Dunque tu potrai tenere la tua preda( la schiava Briseide) invece io resterò senza la mia schiava( Criseide)? E tu imponi che Criseide sia restituita a suo padre? Allora che sia così!” Ma eccolo la richiesta di Agamennone e la sua ulteriore minaccia: “ Allora i greci giusti mi devono concedere un'altra schiava, adeguata (al pari) alla precedente e che corrisponda al mio desiderio. Se non me la daranno ( Minaccia) la rapirò io stesso, che sia la schiava di Aiace, che sia quella di Ulisse, o anche proprio la tua!”. Cosi Agamennone esprime il suo grande desiderio di vendetta nei confronti dell'odiato Achille.(Vv. 183-185). “Ed egli inutilmente tremerà di ira quando io mi recherò nelle sue tende. Ma di questo parleremo dopo. Ora una nave fornita di esperti rematori si deve sospingere nel mare: e vi si imbarchi insieme alle vittime da immolare ad Apollo anche la figlia, con la guance rosate(la sua timidezza) di Crise e ne sia comandante qualcuno dei maggiori capi, o Aiace o Idomeneo. O il divino Ulisse oppure te stesso, o tremendissimo Achille (tono sarcastico di Agamennone), in modo che le preghiere di un cosi degno uomo siano gradite e plachino il Dio che ci ferisce da lontano. Per quanto riguarda le figure le figure retoriche dell'ordine abbiamo notato varie anastrofi e precisamente quelle dei Vv. 174-175( non tentar di ingannarmi) , dei Vv. 180-181( giusti achivi) successivi 176-177 notiamo l'anafora della particella né. Tra le figure del significato abbiamo notato in questi veri anche una metominia nel verso 190(la rosata guancia). Per quanto rig Continua »

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