Diomede attacca Afrodite: Episodio durante il quale l'eroe Diomede attacca e ferisce la dea Afrodite, che sta soccorrendo il figlio Enea (1 pagine formato doc)

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Sicuramente Enea sarebbe morto se sua madre Afrodite non lo avesse visto. La dea tese le braccia attorno al figlio e lo protesse dai dardi con il suo peplo splendente, perché nessuno dei greci gettandogli una lancia nel petto potesse ucciderlo. Ella traeva il figlio fuori dalla battaglia; Steselo non dimenticò l’ordine ricevuto da Diomede e portati i cavalli fuori dalla mischia, catturò quelli di Enea e li portò verso il campo acheo e li diede a Deipilo, l’amico che tra tutti i coetanei era a lui più affine. Nel frattempo steselo salì sul cocchio e afferrando le briglie, lanciò i cavalli verso Diomede. L’eroe con la spada inseguiva Afrodite, sapendo che non è una dea guerriere e quindi non è Atena o Eniò. Raggiunse la dea a scagliò la lancia che la ferì il polso; l’asta penetrò nella pelle attraverso al peplo divino, a cui lavorarono le Grazie, all’altezza del polso, il sangue immortale della dea sgorgò, l’icore, quello che scorre negli dei. Essi non mangiano pane né devono vino, non hanno perciò sangue e vengono detti immortali. Continua »

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