Apollo, dio canonico o classico, scatena pestilenze. Secondo gli antichi, c’è una forza molto potente, il Fato, cioè un dio senza volto umano, che rappresenta una necessità ineluttabile (inevitabile) a cui nemmeno gli dei possono sfuggire. Gli dei olimpici condividevano con gli uomini le passioni, le virtù e i difetti ma si differenziavano per l’immortalità e i poteri soprannaturali.
L'EPICA E I SUOI PROTAGONISTI>>
Il culto dei morti
I greci pensavano che l’uomo fosse composto di corpo e di anima. Dopo la morte, l’anima continuava a vivere in un’altra dimensione. Nel momento dell’inumazione, cioè la sepoltura, sulla bocca e sugli occhi dei defunti veniva messa una moneta di bronzo, che serviva a pagare Caronte, il traghettatore di anime al di là del fiume Acheronte, che divideva il mondo dei vivi dal regno di Ade (dei morti), altrimenti nella mano destra del defunto veniva messa una focaccia, che doveva essere gettata nelle fauci di Cerbero, un guardiano dell’oltretomba.
MITOLOGIA GRECA>>
Secondo la mitologia, il regno dei morti si divideva in due parti: l’Eliso, in cui soggiornavano le anime più buone e il Tartaro, la dimora delle anime malvagi.
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