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La tregua: Recensione del film "La Tregua" di Primo levi. (5 pagine, formato word) ( formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da sexybart

Il libro inizia con l'arrivo dell'Armata Rossa al campo di Buna-Monowitz che costrinse i tedeschi a ritirarsi, infatti con l'arrivo dei Russi i tedeschi abbandonarono i campi, dandosi alla fuga, dopo aver distrutto i Lager e i loro occupanti La tregua Il libro inizia con l'arrivo dell'Armata Rossa al campo di Buna-Monowitz che costrinse i tedeschi a ritirarsi, infatti con l'arrivo dei Russi i tedeschi abbandonarono i campi, dandosi alla fuga, dopo aver distrutto i Lager e i loro occupanti. Dei dodicimila internati sopravvissero solo ottocento la maggior parte dei quali malati. L'arrivo dei Russi rappresentò il sicuro il sicuro ritorno a casa, la libertà e la fine della guerra ,ma per i sopravvissuti l'aria della libertà "suonò grave e chiusa" , infatti molti di loro si sentirono "smarriti, svuotati e incapaci di essere liberi". I Russi portarono i primi soccorsi e i prigionieri ancora in vita, i malati, i moribondi vennero trasferiti al Campo Grande di Auschwitz ("una sterminata metropoli" al cui confronto Buna-Monowitz, in cui fu tenuto Levi, sembrava un villaggio), che fu adibito ad un centro di raduno per i deportati. Qui Levi, appena vi giunse, si ammalò di scarlattina ed ebbe modo di conoscere molti personaggi, però rimase stupito dai volti e dagli sguardi vuoti dei bambini tra cui il piccolo Hurbinek, Henek, Kleine Kiepura e Pavel. Ristabilitosi, abbandonò il campo unendosi a coloro che erano in grado di affrontare il viaggio di ritorno nei rispettivi paesi. Ma iniziò una estenuante odissea che lo condusse per circa un anno attraverso l'Europa Orientale che rese il rimpatrio come un miraggio. Inizialmente si diresse a Szczakowa dove la Croce Rossa polacca aveva istituito un servizio di tavola calda; qui conobbe Mordo Nahum, il Greco, con il quale si mise in società. In seguito i due andarono prima a Cracovia dove furono ospitati in una caserma dai russi, poi a Katowice, in un campo di sosta. In questo campo incontrò Marja Fjodorovna con la quale collaborò per un certo tempo come "farmacista" presso l'infermeria dello stesso campo; sempre qui conobbe l'Italiano Cesare con il quale instaurò una solida amicizia. Poi nel Maggio del 1945 la guerra finì e "la natura esplose come un uragano" infatti nel campo i russi si lasciarono trasportare dall'euforia e organizzarono festeggiamenti e spettacoli. Ma poco dopo Levi si ammalò di pleurite e fu in questa occasione che incontrò altri personaggi, come il dottor Gottlieb che esercitava la professione di medico proprio a Katowice. In quei giorni, fu comunque un vecchio Italiano soprannominato il Moro di Verona, ad attirare la sua attenzione. Sul finire della primavera, dopo quattro mesi di attesa nel medesimo campo, giunse la notizia del rimpatrio. I reduci Italiani, circa ottocento, con "fragorosa allegria" salirono nei vagoni merci in partenza per Odessa dove li attendeva un treno che, come molti dicevano, doveva portarli in Italia. Ma ciò non accade in quanto il treno non giunse mai ad Odessa. Alla Continua »

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