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Risposte ad alcune domande con analisi del film "Bronte, storia di un massacro".(3 pagine, formato word) ( formato doc)

VOTO: stellastellastella Appunto inviato da

Untitled Tognon Matteo 5^Ast Nr. posizione registro: 19 RISPOSTA ALLA DOMANDA 1 Le tre “storie” si ispirano tutte ad un fatto realmente accaduto: la rivolta dei contadini di Bronte, un paesino, in Sicilia, alle falde dell'Etna, nei giorni dal 2 al 5 agosto 1860. Al termina di essa, il 6 agosto, all'arrivo del generale Nino Bixio, la repressione si fa durissima. Viene istituito un tribunale di guerra che emette un a prima sentenza: cinque dei colpevoli sono fucilati tra i quali il presunto capo della rivolta l'avvocato Lombardo e un pazzo. A conclusione di un processo durato tre anni venticinque dei partecipanti vengono condannati all'ergastolo, uno a vent'anni, due a dieci di lavori forzati e uno a dieci di reclusione semplice. RISPOSTA ALLA DOMANDA 2 In “L'eccidio di Bronte” Abba presenta la figura di Nino Bixio come un eroe inflessibile, amato dai suoi soldati e temuto dalla gente e addolorato per le esecuzioni effettuate. Gli esecutori, invece, vengono descritti come “giovani dolci e gentili” che svolgono soltanto il loro lavoro e, che, tutto sommato sono brave persone. La narrazione è molto soggettiva ed esprime unicamente il punto di vista ed il parere del narratore. Questo perché Abba è uno della spedizione dei mille e, quindi, un garibaldino fortemente influenzato dall'ambiente nel quale ha vissuto. Nella novella “Libertà” Verga rende tutto attraverso le immagini non intervenendo a commentare i fatti o a chiarire psicologicamente gli stati d'animo. Predilige il comportamento degli insorti (non nominando mai l'avvocato Lombardo) e il paesaggio popolare. Egli assume il punto di vista dei personaggi che fa parlare come giusto; questo perché Verga non è garibaldino e ha alcuni principi che non subiscono, da parte sua, incrinature: l'amore della casa, della famiglia, della sua terra d'origine e il rispetto della legge. Analizzando più attentamente si nota però che effettua un giudizio personale paragonando i rivoltosi a “bestie animate solo dalla visone del sangue”. Inoltre risalta anche l'inutilità della repressione: “…gliene fucilassero cinque o sei”. Il film “Bronte, storia di un massacro” , invece, assume chiaramente il punto di vista del popolo. Ciò è giustificato dal fatto che mostra in modo esplicito le cause della rivolta ed i complotti orditi tra i borghesi, cosa che non avrebbe fatto se era di orientamento garibaldino. Inoltre si sofferma sulle condizioni popolari prima della rivolta, giustificando, così, il loro comportamento. RISPOSTA ALLA DOMANDA 3 ( a ) La novella viene divisa in tre macrosequenze di diversa lunghezza. Nella prima viene raccontata la crudeltà della rivolta marcata dagli atteggiamenti bestiali che il popolo assume (“Ammazza, ammazza”). I cappelli (possidenti terrieri) vengono uccisi o a colpi di pistola oppure con scuri, sassi, a mani nude, con forche e coltelli. Nessuno viene risparmiato, viene descritta la mort Continua »

PERSONE: giovanni verga
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