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Analisi del film "Il cammino della speranza" di P. Germi tipo file: doc word n.pag. 2 ( formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da cignomaniac

Giovanni Cignola cl IL CAMMINO DELLA SPERANZA - Regia di Pietro Germi, Italia 1950 Collocazione della vicenda: varie zone d'Italia, in particolare la Sicilia, Roma, la “bassa” emiliana e il Piemonte; la collocazione temporale è contamporanea all'anno di produzione, corrisponde quindi al secondo dopoguerra. In quanto alla collocazione sociale della vicenda, essa è ambientata in un contesto di miseria e depressione, fra le famiglie di ex-minatori delle miniere di zolfo siciliane. Personaggi: il film narra l'odissea di un gruppo di emigranti clandestini che scappa dalla miseria della Sicilia per cercarsi un futuro migliore in terra di Francia. Gli emigranti clandestini sono, si puo' dire tutti protagonisti, ma di volta in volta, attraverso gli episodi che il film analizza, emergono alcune figure chiave, maggiormente caratterizzate e fra queste: il minatore vedovo che si porta appresso la figlioletta, un uomo coraggioso, pietoso, moralmente superiore agli altri. Ad esso nel viaggio si lega una giovane che “in paese” era malvista perché amante di un poco di buono e che era anche stata ripudiata dalla famiglia. A lei, che a casa non lascia nulla da rimpiangere, l'emigrare con il suo uomo appare come un occasione per riguadagnarsi la dignità. Un altro personaggio che rimane senz'altro impresso è il vecchio ragioniere della miniera che, affezionato ai minatori e alle loro famiglie, decide di seguirli nell'avventura, senza sapere che proprio lui dovrà perire, quasi come un agnello sacrificale, al culmine delle avversità che colpiranno gli emigranti, sulle alpi ardue e nevose, a due passi dalla meta. Non si può scordare la figura del truffatore napoletano che, malignamente, spinge a partire il gruppo di sfortunati, col proposito di abbandonarli a Roma con le loro “quote di partecipazione” in tasca. Tematiche: Dal contasto di ambientazione della vicenda emerge il tema della miseria che affliggeva gli italiani, popolo di santi, navigatori, poeti e anche di emigranti, all'indomani della fine della seconda guerra mondiale. In particolare nelle zone più depresse e prive di infrastrutture che favorissero l'industrializzazione e lo sviluppo, la disoccupazione portava alla vera e propria fame: fuggire verso altri paesi diveniva così necessario. Dalla decisione di tentare l'espatrio deriva il tema dell'abbandono della propria terra natale che spesso significava anche l'abbandono di parte della propria famiglia e delle proprie radici (vedi scena dei fiori gettati passando verso il cimitero del paese). Ma, una volta in viaggio, ecco il tema della speranza, della fiducia in un futuro migliore, in una nuova dignità da costruire con le proprie mani. A seguire scopriamo il tema della truffa, dello sfruttamento meschino delle speranze di poveri diavoli in difficoltà. Fra gli emigranti si instaura un legame di solidarietà reciproca, altro tema del film, ma fra di essi si cela la pecora nera, l'uomo “malvagio” che porta con s Continua »

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