Il giurista interpreta e applica la legge. Perché si realizzino le condizioni di un ordinamento legale, bisogna ricorrere al codice, cioè un corpo di leggi che regola completamente la materia del diritto. Durante il Medioevo c’era il diritto comune e questo dimostra come un ordinamento si sviluppa per secoli senza l’intervento del legislatore. Il codice è per i teorici del nuovo Stato , un atto di volontà assoluta, per i giuristi come Muratori, compendio di un’esperienza specialistica di secoli, per i giusnaturalisti è un modello razionale valido. I codici nascono favoriti dai monarchi assoluti e dalla burocrazia, ma vengono fatti poi propri dal liberismo che si richiama a Montesquieu. Ci chiediamo se il legalismo sia reale o possibile, se cioè il diritto possa svolgersi in conformità al duplice postulato di legalismo: la legge è tutto il diritto, la legge è tutta diritto. La prima proposizione esclude le fonti del diritto diverse dalla legge (consuetudine, diritto giurisprudenziale), la seconda proposizione esclude la desuetudine della legge; quindi in conclusione possiamo dire che questo postulato, distrugge l’autonomia decisionale del giurista. Continua »