Secondo Aristotele, le scienze si dividono in varie branche poiché vari sono gli oggetti di cui si occupano.
E' possibile però distinguerle in 3 categorie fondamentali:
- SCIENZE TEORETICHE (dal greco "teoreo")= racchiudono quelle discipline che si rifanno all'attività razionale e che sono rivolte alla contemplazione (guardo, osservo, contemplo e ragiono). Di questa branca fanno parte le scienze matematiche, la fisica, la metafisica o la teologia. Si tratta di scienze che non hanno utilità al di fuori di sé stesse e hanno solo un potere contemplativo e garantiscono sapere certo. La filosofia teoretica indaga la verità fine a sé stessa, lasciando le cose come stanno, aspirando solo a conoscere perché stanno in un certo modo.
- SCIENZE PRATICHE (da praxis=pratica) = considerano le scienze che si occupano di dare delle norme di azione; sono prescrittive, considerano l'agire umano dal momento in cui dicono come l'uomo debba comportarsi individualmente e all'interno della società. In questo senso riconosciamo l'etica e la politica come principali filosofie pratiche. Non sono scienze certe perché dipendono dalla persona che le applica. Anche la filosofia della religione è considerata una filosofia pratica, in quanto dà indicazioni sull'agire (ovvero su come deve essere una religione perché sia considerata tale. Lo scopo ultimo di queste scienze è quello della formulazione delle norme al fine di garantire il bene dell'uomo, bene che deve essere individuale e per l'individuo all'interno della collettività. (= agire con un fine immanente= che rimane all'interno del soggetto ).
La filosofia pratica cerca di instaurare un nuovo stato di cose e cerca di conoscere il perché del loro modo solo al fine di cambiarlo.
Continua »