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Il saggio di Vincieri analizza, con taglio al contempo storico e teoretico, il rapporto tra conoscenza e verità in alcuni tra i maggiori pensatori della storia della filosofia: Lucrezio, Montaigne, Leopardi, Schopenhauer (17 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastella Appunto inviato da focca

Il testo raccoglie corsi monografici del Prof. Vincieri che hanno come filo conduttore il pensiero antidogmatico nella ricerca del vero: Lucrezio, Montaigne, Schopenhauer e Leopardi hanno affrontato errori e pregiudizi diversi, tutti alla ricerca di una risposta che forse non siamo destinati a raggiungere, ma che l'alto sentire della nostra mente non può fare altro che cercare.

Schopenhauer e la storia

Il pensatore di origini prussiane (1788-1860) nella sua filosofia storica si oppone alla concezione hegeliana, affermando che "il mondo stesso è il tribunale del mondo", non la storia. Rifiuta l'idea dell'umanità come un tutto e anche un ruolo positivo della storia (Mandeville, Kant, Hegel) in quanto per lui non c'è giustificazione alcuna al male.
Egli va contro la filosofia del suo tempo, contrastando anche Spinoza nell'idea che Dio sia il mondo (mondo e male sono sinonimi), in quanto non spiega cosa sia il mondo, così come che la storia abbia un qualche disegno divino; solo l'individuo è reale, il resto sono astrazioni, come lo spirito hegeliano.
Illuminista e antidogmatico, crede nel progresso ma non in un futuro roseo: nel suo pensiero, discordia e dolore sono ineliminabili.
È la stessa espressione, oggettivazione della volontà che porta allo scontro, tanto che per lui è inutile aspettare una pace che sarebbe già dovuta arrivare; certo l'egoismo si può vincere con la compassione, ma essa è merce rara e destinata a pochi. Continua »

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