Kant aveva riconosciuto nell’Io penso il principio supremo di tutta la conoscenza. Ma l’Io penso suppone già data l’esistenza ed è quindi un atto di autodeterminazione esistenziale; esso è quindi attività, ma limitata dall’intuizione sensibile. Fiche sostiene, che se l’Io è l’unico principio, non solo formale ma anche materiale del conoscere, se alla sua attività è dovuto non solo il pensiero della realtà oggettiva, ma questa realtà stessa nel suo contenuto materiale, è evidente che l’Io non è solo finito, ma anche infinito. Per Kant quindi l’Io è finito, perché limitato dalla cosa in sé; l’Io kantiano è il principio formale del conoscere. Per Fiche l’Io è infinito in quanto tutto esiste nell’Io e per l’Io; l’Io fichtiano è il principio formale e materiale a cui si deve non solo la forma della realtà, ma la realtà stessa. La deduzione di Kant è trascendentale, cioè giustifica le condizioni soggettive della conoscenza, mentre quella di Fiche è assoluta perché deve far derivare dall’Io sia il soggetto che l’oggetto del conoscere. Continua »