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Kant: Il pensiero filosofico di Kant, critica della ragion pura, diallettica trascendentale. (formato wor - 12 pag) ( formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da pimpy2

KANT IMMANUEL KANT (1724-1804) In Kant confluiscono 3 correnti: l'esigenza di concretezza dell'empirismo, le esigenze formali e sistematiche del razionalismo e lo spirito critico dell'Illuminismo. Il compito della filosofia fino a Kant era stato quello di essere una metafisica dell'oggetto o dell'essere. Kant, invece, demolisce la presunzione metafisica del pensiero e colloca l'io al centro della conoscenza e dell'azione; in questo modo prepara l'avvento di una nuova metafisica dell'io o del soggetto, cioè quella corrente filosofica che verrà dopo Kant e che si chiamerà idealismo. Se la filosofia non può illudersi di conoscere l'essere in sé, il bene assoluto, il bello assoluto può chiarire, però, le ragioni di questa sua impotenza metafisica e può anche indagare quali sono le condizioni a priori, cioè trascendentali delle nostre attività conoscitive e pratiche che le rendano possibili e universalmente valide. La filosofia di Kant si chiama criticismo e rappresenta la maturità della ragione. Infatti Kant ha portato la ragione davanti al tribunale della ragione stessa per stabilirne le possibilità e i limiti. Kant vide in questi termini la situazione generale del pensiero: la fisica si era costituita come scienza rigorosa, ma la cultura empiristica si era conclusa con lo scetticismo di Hume. La metafisica come scienza razionale del trascendente era il campo della controversia, anche se l'animo umano non può fare a meno di porsi queste domande; la moralità che era minacciata anch'essa dallo scetticismo. Da qui scaturiscono i 3 compiti che Kant assegna alla filosofia: dimostrare, contro lo scetticismo di Hume, la validità obiettiva del sapere scientifico; dimostrare che quelle stesse ragioni che convalidano il sapere nei limiti dell'esperienza escludono la possibilità di una metafisica come scienza, anche se ne confermano la legittimità come esigenza umana e come disposizione dell'anima; attingere alla coscienza morale degli ideali per delineare un mondo trascendente che soddisfi l'esigenza metafisica. Il Razionalismo (ragione - idee innate - deduttivo - problema Anima, Mondo, Dio - dogmatismo) e l'Empirismo (esperienza - no idee innate - induttivo - problema esistenza - scetticismo) erano giunti a conclusioni inconciliabili. Kant rivela che il Razionalismo ha costituito sistemi ideali coerenti che rappresentano mondi possibili, ma non è riuscito a dimostrare nulla sulla effettiva realtà di questi mondi: parte da pretese, ma che esse abbiano valore oggettivo è un'affermazione dovuta ad un arbitrario dogmatismo. Quindi per Kant è giusta l'istanza empiristica che parte dai dati dell'esperienza, ma Kant si rifiuta di ammettere che l'esperienza si riduca ad un insieme di impressioni sensoriali perché queste si presentano secondo lui in un contesto ordinato. L'Empirismo afferma che non si può uscire dalla sfera del probabile e quindi finiva nello scetticismo. Kant accoglie dunque l'esperienza come organo che rivela la realtà, però la sottopone ad una cr Continua »

TAG: scetticismo PERSONE: immanuel kant
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