Il pensiero filosofico di Nietzsche si basa sul superamento della decadenza contemporanea attraverso la restaurazione della tragedia.
La decadenza, ha avuto inizio secondo Nietzsche, con la fine della civiltà tragica (nel V secolo) e la conseguente nascita in Grecia della filosofia razionalistica (ad opera di Socrate e Platone), che ha cercato di interpretare il mondo attraverso rigidi schemi concettuali per renderlo più rassicurante per l’uomo. Ciò ha prodotto uno sviluppo tecnologico e scientifico, però allo stesso tempo ha impoverito la vita. Quindi Nietzsche effettua una ricerca genealogica (delle cause ed origini) della decadenza del presente.
L’uomo con la filosofia razionalistica ha elaborato una nuova metafisica ed etica perdendo i valori originari della terra, così è prevalso lo spirito apollineo. Apollo, divinità solare, è il dio dell’equilibrio e della serena contemplazione della vita.
Il cui opposto è rappresentato da un’altra importante divinità: Dionisio, dio del vino, della musica, della gioia e del benessere fisico, il quale personifica l’energia caotica e irrazionale, che muove l’impulso vitale (istinti) dell’uomo (libero da regole e convenzioni sociali).
In ciò Nietzsche risente dell’influenza di Schopenhauer che aveva individuato l’essenza stessa della vita nel principio irrazionale della volontà di vivere.
Si parla quindi di 2 divinità e impulsi opposti che Nietzsche ritrova fusi solo nella tragedia di Eschilo: in cui Dionisio era rappresentato dal coro e dalla musica; e Apollo dalla vicenda compiuta dall’eroe e dal dialogo dei personaggi.
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