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Cartesio: La sua rivoluzione scientifica in 2 pagine di testo riassuntivo. Evidenziate in giallo, le parti + importanti . ( 2 pag -formato word ) ( formato doc)

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? Il filosofo Il filosofo. Si suole attribuire a C. il merito di aver dato inizio alla filosofia moderna, per il suo rifiuto dell'impostazione scolastica. Se ciò è indubbiamente vero, non appare tuttavia sufficiente per caratterizzare la complessa figura e il molteplice significato della sua filosofia. C. è al tempo stesso iniziatore di una filosofia radicalmente nuova e continuatore del tentativo tradizionale di dare origine a una filosofia cristiana. La comprensione del suo pensiero è possibile solo se si mantengono entrambi i termini. Per la prima volta con C., un filosofo cristiano si trova di fronte a una forma di ateismo esplicito: il libertinismo, che sottoponeva a radicale critica la credenza religiosa e dissolveva le teorie teologiche e metafisiche, spiegandole o come semplice residuo storico o come affermazioni di ordine psicologico. C. deve quindi risolvere il problema di trovare, sul piano sia filosofico sia religioso, una fondazione non psicologica della verità, un "metodo" cioè per pervenire alla verità, che la garantisca da qualsiasi residuo di ordine psicologico. Il metodo. La prima fondamentale regola espressa nel celebre Discours de la méthode(1637) è quindi: "Non ammettere come vero nulla che non si sia riconosciuto con evidenza per tale: cioè evitare la precipitazione e la prevenzione". L'evidenza implica chiarezza e distinzione, cioè presenza allo spirito di una percezione e sua separazione da ogni altra. I termini che intervengono nell'evidenza sono quindi l'esperienza nella sua trasparenza (la metafora visiva è quella di cui C. si avvale per illustrare l'evidenza) e la libertà, come capacità dello spirito di separare la percezione da ogni altra. Connesso con il criterio dell'evidenza è l'esercizio metodico del dubbio, per il quale l'io decide di considerare come false tutte quelle verità che non siano state dimostrate senz'ombra di dubbio (cioè che non siano evidenti). Il dubbio cartesiano infatti, contrariamente al dubbio scettico, è un modo di affermare attraverso un atto di volontà l'indipendenza del soggetto rispetto all'oggetto e una via quindi per superare ogni forma d'incertezza psicologica. Esso è frutto di una scelta nella quale l'io rivendica la sua possibilità di distinguersi dall'oggetto e la sua autonomia rispetto a esso. Di qui deriva il riconoscimento della verità di quell'unica affermazione che si presenta come immediatamente evidente e immune da qualsiasi possibilità di dubbio: cogito ergo sum. Il pensiero infatti attesta da sé la propria esistenza. Le altre regole del metodo sono: dividere ogni problema in tante parti minori (analisi); ricomporre le nozioni semplici, servendosi di connessioni per sé evidenti (sintesi); rivedere ogni passaggio fino alla certezza di non aver omesso nulla (enumerazione). Esse mostrano il tentativo di ridurre, così come avviene in matematica, ogni atto di conoscenza a un'intuizione, per cui ogni verità non è che una catena di evidenze. La matematica diviene così il modello de Continua »

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