Influssi su Pitagora
Gli ionici
Pitagora probabilmente fu allievo di Anassimandro e da lui ricavò la necessità di studiare la natura e approfondire l’Arché.
L’orfismo
Nei suoi numerosi viaggi approfondì le religioni orientali, soprattutto la dottrina della trasmigrazione delle anime, detta orfico-pitagorica (l’anima si reincarna a causa di una colpa).
Caratteristiche della sciola pitagorica Ipse dixit
La sua scuola si sviluppò in Italia meridionale (Magna Grecia). Era una comunità aperta anche alle donne, agli schiavi e agli stranieri. Dopo un difficile periodo di noviziato, il discepolo era ammesso ai segreti di questa setta, in seguito all’aver superato riti di purificazione. La vita pubblica e privata dei discepoli era regolata da un rigido catechismo (per esempio un esame di coscienza serale, programma della giornata). I discepoli rispettavano il silenzio, praticavano la comunione dei beni e il maestro quando parlava era nascosto da una tenda. La sua parola era autorità: lui l’ha detto. Gli insegnamenti non potevano essere discussi. Divulgare i segreti costava la vita. La parola “Pitagora” vuol dire “annunciatore del Dio”. Molti nobili seguirono la sua dottrina.
Archè = numero: rhytmos = aritmogeometria
Il numero è armonia, musicalità (pensare alla musica). Il numero è anche l’ordine che in greco si dice cosmos. Quindi esso regola l’universo perché i pianeti ruotano emettendo una musica celeste che sfugge alle orecchie umane. S’intende per aritmogeometria la costruzione delle figure geometriche tramite punti che rappresentano i numeri.
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