Platone è il primo che parla della conoscenza in maniera compiuta.
E risponde ai sofisti infatti : a. Protagora con il suo assioma “ l’uomo è la misura delle cose” parla di relativismo e da importanza solo alla conoscenza sensibile. b. con Gorgia abbiamo la magna charta del nichilismo, ossia afferma che non esiste la conoscenza.
Le deduzioni di Platone avvengono grazie alla scoperta del mondo intellegibile.
1. CONOSCENZA = ANAMNESI
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Nel “Menone” Platone afferma che la conoscenza è anamnesi ossia è ricordo, è un riemergere di ciò che già esiste da sempre nell’interiorità della nostra anima. Platone da delle prove:
a. PROVE MITICO-RELIGIOSE : l’anima ha visto e conosciuto la realtà tutta sia dell’al di là e dell’al di qua e così per conoscere c’è bisogno solamente di trarre dall’anima la verità che già si possiede.
b. PROVE FILOSOFICHE :esperimento maieutico di forte ispirazione socratica = interroga uno schiavo e con il dialogo socratico riesce ad applicare il teorema di Pitagora senza conoscerlo. Egli perciò ha tratto dalla sua anima la soluzione.
Secondo esempio degli enti matematici : Nel Fedone : noi grazie ai sensi vediamo cose uguali, maggiori o quadrate (ecc); ma in realtà sappiamo che niente è perfettamente e assolutamente quadrata .
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