Parte dall’esperienza di ciascuno. È uno dei filosofi fuori dal coro del ‘600, perché nel 600 la filosofia guidava la verità in modo molto simile alla scienza. È il secolo della grande affermazione per la scienza, come abbiamo visto in Cartesio trasformando la verità in certezza. Mostra quanto la Ha fatto parte dei cristiani radicali (transeisti) molto egoisti con la loro adesioni al cristianesimo ed è celebre per aver sostenuto i traseisti. I giansenisti sostenevano la predestinazione dell’uomo e la Chiesa il libero arbitrio; Pascal sentiva molto il limite e la fragilità della condizione umana. Pascal passò alla storia anche perché fa una critica sia alla scienza che alla filosofia: alla scienza perché non ha saputo individuare i propri limiti nei suoi (andamenti e nell’esperienza dell’uomo); alla filosofia (o almeno in un certo tipo, sistematica) perché filosofare è burlarsi della filosofia nel senso che la filosofia sistematica e radicale non serva a nulla, di cui bisogna prendersi gioco. La condizione dell’uomo può essere indagata ma non scoperta. La religione, Dio, e in particolare il cattolicesimo può dare risposte all’uomo. [Nel libro “I pensieri”] L’uomo fugge a sé stesso= l’uomo a cui interessa solo di sé, fugge da sé stesso, facendosi fuorviare altrove, tutto diventa per Pascal una distrazione (divertissement forma di alienazione) anche le cose più serie.
Si può conoscere l’uomo attraverso “Esprit de geòmetrie” che opera in modo deduttivo (matematica-geometria; ragione mentale) e attraverso “Esprit de finesse” è una forma di ragionamento intuitivo, capace di arrivare ad una visione totalitaria (non facendo la somma delle parti) ed è l’unico indispensabile per conoscere l’uomo, cioè attraverso l’intuizione. Essa permette di essere più perspicaci (non in velocità di ragionamenti, ma in profondità di ragionamento).
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