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COMUNI SIGNORIE E PRINCIPATI: Dal comune alla Signoria. Signoria e principato. I caratteri dello stato principesco. Dal castello medioevale al palazzo del signore (5 pagine formato doc)

VOTO: 6 Appunto inviato da robyoberto

COMUNI SIGNORIE E PRINCIPATI COMUNI SIGNORIE E PRINCIPATI Dal comune alla Signoria. Anche in Italia si assiste nel tardo Medioevo a processi di accorpamento territoriale e a una tendenza a centralizzare il potere. A differenza di altri grandi paesi dell'Occidente europeo, come Francia e, Inghilterra, questi processi non sfoceranno però in una unificazione politica, nella creazione di un unico grande Stato italiano. Lo impediranno soprattutto un reciproco bilanciamento di forze fra le maggiori entità politiche della penisola e, più oltre nel tempo, la caduta di sue ampie parti sotto dominazioni straniere. Intorno alla metà dei '400 la carta politica italiana è molto semplificata rispetto a quella di fine '200-inizi dei '300. La semplificazione geopolitica riguarda soprattutto la Valle Padana e la Toscana, aree forti dell'avanzata economia italiana investita dalla crisi trecentesca ma poi ripresasi. Sono le zone in cui massima è stata l'espansione urbana e dove è nata e si è sviluppata nel modo più compiuto l'esperienza comunale.  La vita politica comunale produce divisioni. Agli avversari ci si impone con la forza, non si riconoscono loro diritti eguali ai propri. Nel comune medievale non ci sono governo e opposizione in lizza tra loro; ci sono vincitori e vinti. Questi ultimi debbono prendere la via dell'esilio e per affermare le loro tesi politiche non rimane loro che la strada delle armi, la riconquista della città per lo più con aiuti esterni.   L'istituzione dei podestà è un riconoscimento del fatto che problema centrale dei comune è la stabilità politica e la ricerca di unità fra i cittadini. Lo sviluppo economico accentua tensioni e scontri politici. Quando le divaricazioni appaiono troppo forti la città si affida si affida in via temporanea a un signore. SIGNORIA E PRINCIPATO Ai comuni si vanno col tempo sostituendo signorie permanenti. Sono appunto signorie quelle che combattono le guerre condannate da Francesco Petrarca in una famosa canzone ( la CXXVIII dei Canzoniere) che è un accorato appello ai signori d'Italia perché cessino di lottare tra loro e desistano dal ricorrere a milizie mercenarie straniere. infatti le truppe che si fronteggiano nelle numerose guerre fra le città italiane non sono più le milizie urbane dei comuni, ma formazioni mercenarie assoldate dai signori delle diverse città. I loro comandanti o capitani passano spesso dall'uno all'altro dei contendenti. A volte perseguono i loro disegni politici tendenti alla formazione di domini personali. Nell'Italia padana di quegli anni al nome delle città si può sostituire quello delle casate che le governano: Visconti per Milano, Gonzaga per Mantova, Da Carrara per Padova, Della Scala per Verona, Este per Ferrara. Unica grande eccezione - come vedremo - Venezia. L'esperienza signorile si stabilizza in buona parte delle città padane fra fine secolo XIII e primi decenni del secolo XIV; a Firenze, invece, solo negli anni '30 dei secolo XV. Dal punto di vista istituzionale la sign Continua »

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