La Concezione Del Tempo Per S.agostino - Appunti di Filosofia gratis Studenti.it

La concezione del tempo per S.Agostino: Riflessione sulla concezione del tempo nelle Confessioni di S.Agostino.(formato word 3 pg) ( formato doc)

VOTO: 6 Appunto inviato da ulysse

Luca Dalla Valle Luca Dalla Valle dalle “Confessioni” di S. Agostino Il libro XI delle Confessioni appartiene alle più alte espressioni letterarie della ricerca pura, che coinvolge tutta la persona: nelle sue pagine non si ritrova semplicemente il distacco della ragione che esamina la realtà circostante, ma il travaglio, l'odissea dell'uomo impegnato ad esplorare il mondo soprasensibile. Vi si compenetrano abilmente i momenti dell'analisi discorsiva, dell'intuizione improvvisa, delle pause e della scoperta gioiosa. Dio è più che mai l'interlocutore diretto al quale l'uomo si rivolge, perciò la comunicazione dell'esperienza interiore accentua la forma del dialogo con Lui, anzi, diventa spesso preghiera riconoscente, perché ogni brandello di verità carpito dall'uomo splende nella Sua luce. Lo spunto per la riflessione sul tempo è suggerito dall'interrogativo che sgorga dall'inizio del libro della Genesi. “In principio Dio creò il cielo e la terra”: la Bibbia comincia raccontando la creazione dell'universo; “ma, come creasti il cielo e la terra? ”, si chiede Agostino. E, in polemica col Manicheismo che sosteneva l'eternità della materia, egli risponde: “Non avevi fra le mani un elemento da cui trarre il cielo e la terra: perché da dove lo avresti preso, se non fosse stato creato da te per creare altro? Esiste qualcosa, se non perché tu esisti? Dunque tu parlasti, e le cose furono create.; con la tua parola tu le creasti.”. Sottolineando il termine “parola Agostino vuole indicare che Dio ha prodotto l'universo dal nulla, con un atto intelligente e libero: la parola, infatti, è frutto della ragione e della volontà. La parola non deve essere intesa certamente come “voce che riecheggia nel tempo, bensì come Parola “silenziosa dell'eternità”, mediante l'intercessione del Verbo, “figlio, virtù, sapienza e verità” di Dio stesso. L'indicazione biblica “in principio” non può avere, per Agostino, una connotazione temporale. Ed è a questo punto che Agostino chiama in causa la categoria del tempo, per rispondere ad una domanda spontanea che gli nasce con la riflessione: “Che cosa faceva Dio prima di creare cielo e terra?”. In effetti, più che di una domanda si tratta di un'obiezione, proveniente dai sostenitori dell'eternità dell'universo, Neoplatonici compresi. Essa metteva in discussione un punto nevralgico della dottrina cristiana: il dogma dell'immutabilità di Dio; ammesso infatti un "prima" e un "dopo" rispetto alla creazione, si presume un cambiamento anche in Dio. Lo sbaglio cui vanno incontro i sostenitori di questa tendenza è da ricercarsi, secondo S. Agostino, nell'interpretazione stessa del concetto di creazione, ossia di non aver ben compreso “come nasce ciò che nasce da Dio e in Dio”. Anche il tempo, e quindi ogni “prima“ e ogni “dopo”, sono conseguenza dell'attività divina; non ha perciò senso chiedersi c Continua »

TAG: dio
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