Giudizi sintetici a priori: Secondo Kant alla base del sapere, e in particolare della scienza, vi sono taluni principi assolut ESTETICA Estetica trascendentale: (dal gr., “che concerne la sensazione” deriv. di ??????????? “sentire, percepire”). È la “scienza di tutti i principi a priori della sensibilità” (C.R.P.), ovvero la sezione della Ragion pura in cui Kant studia lo spazio e il tempo, mostrando come su di essi si fondi la matematica. Trascendentale (transzendental): nella terminologia scolastica erano denominate “trascendentali” (o “trascendenti”) quelle priorità universali - l'essere, l'uno, il bene ecc. - che tutte le cose hanno in comune e che perciò eccedono o trascendono, per generalità, le categorie in senso aristotelico. Kant si collega a questa tradizione linguistica, anche se connette il concetto di trascendentale con quello di forma a priori, la quale non esprime una qualità ontologica della realtà in sé, ma solo una condizione gnoseologica che rende possibile la conoscenza realtà fenomenica. Con tutto ciò il trascendente non si identifica, a rigore, con le forme a priori, ma piuttosto con lo studio filosofico delle medesime: “Chiamo trascendentale ogni conoscenza che si occupi, in generale, non tanto di oggetti quanto nel nostro modo di conoscere gli oggetti nella misura in cui questo deve essere possibile a priori” (C.R.P.; cfr. il testo della 1 edizione “Chiamo trascendentale ogni conoscenza che si occupi, in generale, non tanto di oggetti, quanto dei nostri concetti a priori degli oggetti”). Da questo punto di vista si dovrebbero chiamare trascendentali soltanto le conoscenze che hanno per oggetto elementi a priori (estetica trascendentale, analitica trascendentale, ecc…) e non questi stessi elementi. N. B. Kant non è sempre coerente con quest'uso, perché egli, talora, chiamo trascendentali sia le forme a priori, sia le idee, sia l'unità che costituisce l'io penso. In certi casi, in palese contraddizione con la terminologia critica, usa persino il concetto di trascendentale come sinonimo di trascendente. Questa fluttuazione terminologica (qualche studioso ha rilevato l'esistenza, nella sola Critica della ragion pura, di ben tredici accezione diverse di trascendentale!) non esclude la presenza di un significato più preciso, che è quello che abbiamo messo in luce. Puro (Rein): termine che indica sia l'a priori in generali sia una particolare sottospecie di esso. In questa seconda accezione allude a ciò che risulta assolutamente a priori: “Dalle conoscenze a priori si chiamano poi pure quelle a cui non è mescolato nulla di empirico. Ad esempio la proposizione: “Ogni mutamento ha la sua causa” è una proposizione a priori, ma tuttavia non pura, perché il mutamento è un concetto che può derivare soltanto dall'esperienza” (C.R.P.). Fenomeno: è la realtà quale ci appare tramite forme a priori che sono proprie della nostr Continua »