Controllo utente in corso...

Fichte:Vita e Pensiero: La"Dottrina della scienza"e i tre momenti della deduzione fichtiana.La"Dottrina della conoscenza".La filosofia politica di Fichte(formato word 4 pagg.) ( formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da raky

FICTHE FICTHE L'INFINITÀ DELL'IO Kant considerava l'Io penso come il principio di tutta la conoscenza. Ma l'Io penso presupponeva già il carattere dell'esistenza e quindi era limitato: se non vi era esistenza non c'era nemmeno l'Io penso. Il suo limite è dunque l'intuizione sensibile. Perciò dopo Kant era nato il problema della nascita del mondo sensibile. Alcuni filosofi avevano detto che non poteva essere la cosa in sé a crearlo, e che forse la cosa in sé era essa stessa chimerica, in quanto esterna alla conoscenza. Avevano detto anche che forse era il soggetto a creare il mondo sensibile e ad esso riducevano tutto. Fichte fu il primo a trarre le conclusioni di queste ipotesi: se l'Io è l'unico principio del conoscere, formale e materiale (e quindi ad esso è dovuta la realtà delle cose), è evidente che sia finito ed infinito: finito perché vi si oppone una realtà esterna, infinito perché è esso stesso che la crea. Da questo deriva l'assoluta libertà dell'Io. Si tratta di una deduzione metafisica, perché fa derivare dall'Io sia il soggetto, sia l'oggetto del conoscere. Mentre per Kant esisteva una semplice relazione tra Io ed oggetto fenomenico, per Fichte esiste un principio assoluto (l'Io) che crea l'oggetto grazie ad un'attività creatrice chiamata intuizione intellettuale. Questa, che Kant aveva dichiarato impossibile perché superava i limiti umani, diventa per Fichte la base del sapere. La Dottrina della scienza, appunto, deduce da questo principio l'intero mondo del sapere, ma non l'Io, e il problema della Natura dell'Io farà riflettere molto Ficthe: nei primi scritti l'Io è l'infinito, l'uomo puro, il sapere filosofico. Nelle opere successive l'infinito è l'Essere, Dio, mentre l'Io e il sapere diventano manifestazioni di esso. LA “DOTTRINA DELLA SCIENZA” E I TRE MOMENTI DELLA DEDUZIONE FICHTIANA Ficthe vuole rendere la filosofia un sapere assoluto e perfetto. “Dottrina della scienza”, infatti, vuol dire “scienza della scienza”, cioè lo studio di un sapere fondamentale che deve studiare il principio su cui si fonda la validità di ogni scienza e che si fondi a sua volta su questo principio. Questo principio di cui si parla deve essere dunque l'unico principio da cui è dedotto l'intero sapere ed è l'Io o l'autocoscienza. Per spiegare questa scelta, Fichte dice: una cosa esiste solo se lo rapportiamo alla nostra coscienza, che a sua volta è possibile solo in quanto autocoscienza. Dunque la coscienza è fondamento dell'essere, l'autocoscienza lo è della coscienza. Nella Dottrina della scienza Ficthe deduce da questo principio la vita teoretica e pratica dell'uomo, e lo fa attraverso tre princìpi: L'Io pone sé stesso: il primo momento è ricavato dalla legge d'identità (A = A), che era considerata la base del sapere: per Ficthe è l'Io che rende possibile tale legge in quanto la giudica. Ma se l'Io non esistesse non potrebbe giudicarla: la sua esistenza è provata. Dunque il principio del sapere non è la legge d' Continua »

PERSONE: immanuel kant
vedi tutti gli appunti di filosofia »
Carica un appunto Home Appunti
Pagina eseguita in 0.140547037125 secondi