Il 16 ottobre del 1910 uno studente goriziano della giovane età di ventitrè anni finisce la stesura della propria tesi di laurea, solo dopo avervi aggiunto delle "appendici critiche". La suddetta tesi recava il titolo "La persuasione e la rettorica". La sua stesura fu alquanto problematica: Michelstaedter partito da un analisi dei concetti della persuasione e della rettorica in Platone e Aristotele, comprende che l'iniziale lavoro gli sfugge dalle mani e lo porta in una strada diversa dai presupposti da cui era partito. Si allontana infatti dai concetti di persuasione e rettorica canonici e li utilizza come spunti necessari a sviluppare un profondo discorso sull' esistenza umana. La persuasione e la rettorica è un testo filosofico che trova la sua forma attraverso la denaturalizzazione dei due concetti che compongono il suo titolo. Una denaturalizzazione senza dubbio originale, ma che ha bisogno delle parole di Michelstaedter per essere perfettamente compresa... Continua »