Neocriticismo e storicismo

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Titolo: Neocriticismo e storicismo Descrizione: Appunti sul neocriticismo e sulla filosofia dei valori (Windelband e Rickert) e sullo storicismo tedesco (Dilthey) 5 pagine (0 pagine formato doc)

Neocriticismo e storicismo Il neocriticismo è una corrente filosofica nata in Germania nella seconda metà dell'Ottocento, che si diffuse poi in tutta Europa, anche se ebbe le manifestazioni più significative in Germania e in Francia. Dal neo-criticismo la filosofia viene intesa ed esercitata come riflessione critica sulla scienza diretta a rintracciare nella scienza le condizioni che ne rendono possibile la validità. Il criticismo è però contrario all'affermazione del carattere assoluto o metafisico della verità scientifica, propria del Positivismo; ed è anche contrario a ogni tipo di metafisica o di integrazione metafisico-religiosa del sapere scientifico, secondo l'indirizzo seguito dallo spiritualismo e dall'idealismo. Esso è caratterizzato anche da una polemica contro l'empirismo e lo psicologismo che riducono la validità del conoscere alle condizioni in cui questa attività si manifesta nell'uomo. Esso segna il ritorno all'insegnamento fondamentale di Kant: l'esigenza di non ridurre la filosofia a psicologia o fisiologia o a metafisica o a teologia ma di restituirla al suo compito di analisi delle condizioni di validità del mondo dell'uomo. La filosofia dei valori Il fondatore della filosofia dei valori è Wilhelm Windelband, che ha trattato per primo la storia della filosofia per problemi, considerando i problemi stessi come relativamente indipendenti dai filosofi che li avevano posti. Nel suo scritto più importante, Preludi, egli afferma che l'originalità e l'importanza della dottrina di Kant consiste nell'importanza data al rapporto tra la conoscenza e il suo oggetto. Kant ha posto fine alla concezione della filosofia greca dell'anima come specchio passivo del mondo, e della verità come la copia o l'immagine di una realtà esterna. Per Kant l'oggetto della conoscenza non è una realtà esterna ma la regola intrinseca della conoscenza stessa. Ogni pensiero che pretende di essere conoscenza deve basarsi su tale regola. Ma poiché oltre al pensiero normale esistono anche il sentire normale e il volere normale, accanto alla scienza, come forze determinanti della realtà più alta, si devono porre la coscienza etica ed estetica, dato che esse concorrono, con la ragione, a costituire quella coscienza normale che è al di sopra del fluire accidentale della vita, come la misura e lo scopo unico di essa. Windelband distingue inoltre le scienze nomotetiche e le scienze idiografiche. Le prime stabiliscono leggi universali e necessarie e hanno per oggetto la natura; le seconde hanno per oggetto una realtà che ha carattere individuale e irripetibile: lo spirito, cioè l'uomo nella sua vita storica. Una distinzione analoga tra scienze dello spirito e scienze della natura è stabilita da Heinrich Rickert, il quale la fonda non sulla diversità degli oggetti, ma sulla diversità dei metodi d'indagine. La scienza naturale tende a raggiungere la legge universale; il caso singolo le interessa solo come mezzo per formulare la legge sotto la quale esso cade. La storia, i