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"Parmenide" di Platone: Ricerca approfondita su "Parmenide" con immagini e citazioni. (9 pg - formato word) ( formato doc)

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PLATONE: Parmenide lavoro di gruppo su “parmenide” Cenni biografici su Platone Zenone legge la sua opera. Socrate chiede che sia riletta la prima ipotesi del primo argomento( è impossibile che i dissimili siano simili; è impossibile che gli enti siano molti; i molti non sono). Socrate sostiene che Zenone abbia scritto la stessa cosa di Parmenide. Zenone si oppone e spiega che i suoi scritti sono un ausilio al discorso di Parmenide, il quale ha ragione. Obiezioni di Socrate che afferma che non è assurdo né contraddittorio accettare la tesi della molteplicità degli enti. Obiezioni di Parmenide contro la dottrina socratica, concentrate in particolare sull'ipotesi della partecipazione, che pone in relazione le due sfere del reale, le idee e le cose empiriche. Esercizio dialettico, inteso come specifica preparazione filosofica che permetterà a Socrate di difendere con maggior efficacia la sua dottrina. Cominciano qui le otto deduzioni che procedono nella rigorosa forma analitica di un vero e proprio trattato logico: Ipotesi: se l'uno è l'uno, considerato rispetto a se stesso, non è e non è uno; l'uno, considerato rispetto agli altri dall'uno, è tutto e non lo è; gli altri dall'uno, considerati rispetto all'uno, sono tutto e non lo sono; gli altri dall'uno, considerati rispetto a se stessi, non sono e non sono molti Ipotesi: se l'uno non è: l'uno, considerato rispetto agli altri dall'uno, è tutto ma e non lo è; l'uno, considerato rispetto a se stesso, non è nulla; gli altri dall'uno, considerati rispetto a se stessi, appaiono tutto e non lo appaiono; gli altri dall'uno, considerati rispetto all'uno, non sono nulla né lo appaiono. Conclusione dell'esercizio. Cronologia del Parmenide Personaggi del Parmenide Struttura del Parmenide Concetti e termini - chiave Il significato del Parmenide: la teoria delle idee e il dilemma della partecipazione Cenni biografici su Platone Platone fu prima discepolo dell'eraclideo Cratilo e poi di Socrate. La comprensione del suo pensiero non è facile, perché egli non ha affidato alla scrittura i suoi messaggi filosofici nella loro interezza, preferendo il dialogo, che egli riteneva, come già Socrate, il metodo più efficace. Le opere che ci sono giunte sono state per lo più trascritte dai suoi discepoli. Nato ad Atene nel 428/427 a.C., aspirava da sempre alla vita politica la quale gli fu però preclusa quando nel 404/405 a.C. l'aristocrazia prese il potere e due suoi congiunti, Crizia e Carmide, ebbero parti di primo piano nel governo oligarchico, e dalla quale si allontanò ulteriormente nel 399 a.C., quando Socrate fu condannato a morte. Nella sua vita viaggiò molto ed è forse questo il motivo della diffusione della sua filosofia in così vaste aree. Morì nel 347a.C. ad Atene, dove ritornò nel 360 a.C. L'argomento e la cronologia del “Parmenide” L'oggetto del “Parmenide” consiste nella serrata discussione che dapprima coinvolge Parmenide, Zenone e Socrate, per trasformarsi in seguito in Continua »

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