Secondo Walras, considerando un mercato in concorrenza perfetta e privo di asimmetrie informative, gli intermediari non avrebbero ragione di esistere; purtroppo nella realtà questa visione si scontra con le varie difficoltà che gli investitori hanno nel reperire informazioni in quanto le imprese sono ritrose a divulgarle. Già nel ’60, “l’informazione” fu considerata un bene economico e quindi una risorsa costosa; in effetti si avrà asimmetria informativa quando gli agenti economici dispongono, individualmente, solo parte dell’informazione complessiva; e questo fenomeno riguarda non solo i prezzi ma anche la quantità di beni scambiati (Akerlof). Gli effetti più immediati della presenza di asimmetrie informative si sostanziano in una riduzione sostanziale degli scambi a danno soprattutto della qualità migliore in circolazione; infatti nel mercato sono presenti imperfezioni che lo rendono non completamente efficiente. In effetti, la presenza di distorsioni nella struttura informativa (che è... Continua »