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Ampi appunti sulle forze agenti sulle cariche in moto con particolare attenzione alla forza di lorentz (21 pagine formato pdf)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da althor

Per molti secoli il magnetismo rimase separato dallo studio dei fenomeni elettrici. La svolta che avvicinò il magnetismo all’elettricità avvenne tra il 1819 e il 1820, per opera di H.C. Oersted (1777-1851), professore di fisica presso l’Università di Copenaghen. Durante un ciclo di lezioni sugli effetti termici delle correnti e sulla possibile influenza della corrente sugli aghi magnetici, si accorse che, nel caso in cui il filo e l’ago erano paralleli, la corrente deviava l’ago di una bussola. Si era provato che le correnti elettriche influivano sui magneti naturali. Nel prossimo capitolo studieremo i risultati essenziali dei lavori che parlano dell’influenza delle correnti sui magneti naturali (e tra di loro). Ora procederemo in maniera opposta e parleremo dell’influenza dei magneti naturali sulle cariche in moto e quindi sui fili percorsi da corrente. In altre parole, poiché la corrente elettrica può influire sui magneti, è ragionevole pensare che anche i magneti con il loro campo possano influire sulle correnti elettriche. Le correnti elettriche sono cariche in movimento e quindi ci aspettiamo che una forza prodotta dai magneti possa agire sulle cariche in moto. Tale frequenza è detta di ciclotrone e, come si vede, non dipende dalla velocità della particella carica. Allora, qualunque sia la velocità della particella essa si muoverà su di una circonferenza, il cui raggio dipende dalla velocità, ma la cui frequenza di rotazione è la stessa per tutte le velocità. Esempio 2: I selettori di velocità Nell’equazione che governa il moto di una particella carica Q immersa in un campo elettrico E e in un campo B, Continua »

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