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Calore: Cenni storici, tipi di calore, utilizzi, formule. (7 pg - formato word) ( formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da acquarietto

Calore Calore Il calore è una particolare forma di energia che ha la capacità di riscaldare i corpi e di variarne lo stato fisico; com., sorgente di tale energia e la sensazione che l'organismo animale avverte se esposto all'azione di tale sorgente, naturale o artificiale, o comunque portato a contatto di un corpo riscaldato. IL CONCETTO DI CALORE: CENNI STORICI Fin dai primordi del pensiero filosofico e scientifico il concetto di calore veniva discusso: gli Ionici lo ritennero un effetto del fuoco capace di trasformare, ma non di determinare, gli elementi. Platone riprese quest'idea, ribadendo la sostanzialità del fuoco e l'accidentalità del calore. Per Democrito invece il calore era il prodotto del moto rapidissimo di atomi piccoli e sferici, gli atomi del fuoco. All'inizio della scienza moderna alcuni come R. Bacone e G. Galilei lo ritennero anch'essi una forma di movimento delle particelle materiali, ma i più lo considerarono come una particolare sostanza legata in vario modo ai processi di combustione. L'idea che il calore fosse una grandezza misurabile si affermò alla fine del sec. XVII con l'introduzione dei termometri e con essa si fece strada il concetto che la quantità di calore rimane costante quando esso si trasmette da un corpo a un altro. In tal modo si giunse a concepirlo come un fluido sottile e senza peso (“calorico”) che si propaga fra le particelle dei corpi. J. Black nel sec. XVIII poté così introdurre la fondamentale distinzione fra temperatura e quantità di calore presente in un corpo. A lui si deve anche, nello studio della trasformazione del ghiaccio in acqua, l'assunzione del concetto di calore latente, cioè del fluido energetico che si unisce al ghiaccio per produrre acqua senza alterarne la temperatura. All'inizio del sec. XIX la quantità assoluta di calore di un corpo veniva distinta in calore sensibile e calore latente. Quest'ultimo, secondo P. S. Laplace, costituiva un'atmosfera attorno alle particelle dei corpi da cui si staccava, divenendo c. sensibile, durante la compressione di un gas. La concezione del calore come sostanza fluida e imponderabile fu anche assunta da S. Carnot nella sua fondamentale trattazione sulla macchina a vapore. Solo verso la metà del sec. XIX si affermò definitivamente la concezione del calore in relazione al movimento delle molecole di un corpo. FISICA: GENERALITÀ Il calore è una forma di energia, nella quale tutte le altre forme di energia (meccanica, elettrica, nucleare, ecc.) possono trasformarsi integralmente. Il processo inverso, cioè la trasformazione integrale di c. in un'altra forma di energia, non è mai stato rilevato sperimentalmente, per cui se ne postula l'impossibilità. Il concetto di c. è assolutamente distinto da quello di temperatura; il primo indica, infatti, per un dato corpo, l'energia cinetica complessivamente posseduta dalle sue molecole, il secondo il livello energetico a cui si trova quel corpo, dipendente dall'energia cinetica media delle sue molecole. Continua »

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