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I legge di Ohm (documento word pag.17) ( formato doc)

VOTO: stellastellastella Appunto inviato da alepa

RELAZIONE DI FISICA RELAZIONE DI FISICA Alunno: EMANUELE PRATO Classe: V D Argomento: Esperimenti di elettricità Descrizioni: I legge di Ohm II legge di Ohm Ponte di Wheatstone Pile Tipo di relazione: qualitativo- quantitativo Data: 04/ 02/ 2000 Durata: circa 2 ore CENNI STORICI I fenomeni elettrici nell'antichità erano studiati dai filosofi Le prime testimonianze storiche di fenomeni elettrici sono attribuibili a due filosofi: Talete di Mileto (VI sec. a.C.) notò che una resina fossile, l'ambra (in greco `elektron'), se strofinata attira particelle leggere; Aristotele (IV sec. a.C.) constatò che fenomeni luminosi possono prodursi per attrito e studiò le proprietà magnetiche del ferro. Si deve però aspettare il 1600, quando lo scienziato inglese William Gilbert pubblicò il De magnete, perché venga formulato in maniera più precisa il concetto di effetto elettrico e scoperta anche la differenza tra i materiali isolanti e quelli conduttori. Le nuove teorie settecentesche Dal Settecento in poi si svilupparono ulteriormente gli studi di elettrostatica e si cominciò a studiare anche l'elettricità atmosferica: nel 1750 un americano, Benjamin Franklin, inventò il parafulmine. Oltre che studiati a scopi scientifici, i fenomeni elettrostatici vennero usati, in questo periodo, come giochi d'intrattenimento, per sbalordire nei salotti o sulle piazze. Luigi Galvani (1737-98), medico bolognese, iniziò nel frattempo delle sperimentazioni con le rane che gli fecero ipotizzare l'esistenza di un'attività elettrica nei tessuti animali. L'invenzione della pila Sulla base di queste osservazioni Alessandro Volta, nel 1799, costruì la prima pila, un generatore di corrente: in tal modo spiegò che le contrazioni della rana erano dovute all'archetto bimetallico che la toccava, provocando appunto una “corrente elettrica” e non a una corrente nel tessuto della rana. Numerosi furono i modelli di pila realizzati in seguito, tra cui la prima pila a secco, ideata dal francese Leclanché nel 1868. Le batterie di pile, perfezionate, furono adottate nelle prime distribuzioni a corrente continua per l'alimentazione di telegrafi, telefoni e per l'illuminazione dei mezzi di trasporto. CENNI STORICI Le macchine elettriche Fino alla metà del XIX secolo il mondo industriale era ancora dominato dalla macchina a vapore. Nel 1860 Antonio Pacinotti, con uno speciale “anello”, riuscì a ottenere una corrente continua indotta: nacque la dinamo, macchina elettrica di buon rendimento. Nel 1882, a New York, Thomas Edison installò la prima centrale elettrica urbana; nel 1883 curò l'allestimento della centrale di Milano, la prima in Europa e la seconda nel mondo. Dalla fine del XIX secolo, ai generatori di corrente continua (dinamo) si affiancarono quelli a corrente alternata (alternatori), più semplici e adatti ad alimentare le lampade per l'illuminazione di edifici e strade. Il motore a corrente alternata metteva poi a disposizione dell'industria uno strumento assai più se Continua »

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